Marea nera nel Golfo del Messico: per metterci un tappo


(Credits: Getty Images)

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di Marco De Martino

Al terzo piano degli uffici a Houston della British Petroleum sono 400 gli ingegneri che lavorano in turni di 12 ore divisi in cinque unità di crisi. Ogni volta che un nuovo modulo di istruzioni è pronto, tutti gli occhi si concentrano sui monitor dove arrivano le immagini provenienti dai sei robot sottomarini che cercano di riparare l’impianto idraulico di sicurezza. Nell’acqua nera di petrolio si staglia la sagoma della torre di valvole alta 16 metri e pesante 300 tonnellate, affondata a 1.500 metri sotto il mare. «Sarebbe più facile riparare qualcosa nello spazio» sintetizza Charlie Holt, responsabile delle operazioni nel Golfo del Messico della Bp. La sua disperazione è la stessa che si respirava quarant’anni fa a poca distanza da questo grattacielo, nella sala di controllo dove i tecnici della Nasa cercavano di salvare l’Apollo 13.

Di solito negli uffici delle aziende petrolifere a Houston c’è un’aria completamente diversa. Dalla città texana i tecnici delle maggiori compagnie petrolifere mondiali controllano come in un videogame le circa 3.500 piattaforme nel Golfo del Messico, 2.500 delle quali senza un tecnico a bordo. Motori collegati ai gps permettono di mantenere le postazioni nel mare in tempesta, e anche se gli incidenti non mancano (negli Usa ci sono state 365 perdite di petrolio dal 2001 al 2007) non era mai capitato prima un disastro simile all’esplosione della piattaforma DeepWater Horizon, lo scorso 20 aprile, in cui sono morte 11 persone.

La British Petroleum, che affittava l’impianto dalla Transocean corporation, stava per annunciare la scoperta di milioni di barili di petrolio nel giacimento sottomarino Macondo prospect. Una terra promessa ora trasformatasi in inferno: un disastro ecologico che potrebbe rivelarsi anche peggiore di quello della Exxon Valdez, la petroliera che nel 1989 perse 289 mila barili di greggio in Alaska.

In pochi giorni la superficie della marea nera che minaccia Louisiana, Missouri, Alabama e Florida è triplicata fino a raggiungere le dimensioni dell’isola di Porto Rico: più che una perdita è un fiume di petrolio che sgorga al ritmo di almeno 5 mila barili al giorno (ma c’è chi pensa siano 60 mila) dalle profondità di una trivellazione che ha scavato oltre 5 chilometri di roccia. Tutti i metodi convenzionali di contenimento sembrano avere fallito: il mare in tempesta ha fatto a pezzi l’80 per cento delle barriere gonfiabili allineate dalle motonavi che una volta pescavano gamberi. E mentre sulla costa arrivano tartarughe e delfini asfissiati dagli idrocarburi, il Golfo del Messico è diventato un immenso laboratorio per interventi mai tentati prima.

Certo, le sostanze chimiche che distruggono il petrolio, spruzzate dai C130 dell’aviazione, erano già state usate. Ma mai si era provato a iniettarle direttamente nel condotto che porta al pozzo, come stanno facendo ora i sottomarini della British Petroleum per impedire agli idrocarburi di salire in superficie: i loro effetti sulla vegetazione e la fauna delle profondità marine sono sconosciuti. Come non si sa che risultato avrà l’immersione di due enormi cassonetti, alti 12 metri e pesanti 70 tonnellate, sulle falle che si sono aperte. Nei piani degli ingegneri una terza perdita dovrebbe essere tappata con una valvola. Se anche questi tentativi fallissero bisognerebbe ricorrere a metodi ancora più drastici e meno sperimentati.

Il primo prevede che i robot sottomarini che hanno cercato inutilmente di attivare l’impianto idraulico di sicurezza (avrebbe dovuto prevenire l’esplosione) seghino in due quella torre di valvole, per metterci sopra un sorta di tappo. Molti dubbi circondano però l’operazione, il rischio è di lasciare completamente aperto il pozzo che a quel punto inizierebbe a eruttare come un vulcano il greggio.

Per questo, i tecnici della Bp hanno cominciato le operazioni per la trivellazione di due canali di scarico: ci vorranno tre mesi per perforare circa 4 chilometri di roccia, intercettare il pozzo e drenare il petrolio in superficie. Operazione tentata a queste profondità una sola volta, l’anno passato, al largo dell’Australia. Allora ci vollero quattro tentativi per centrare la bocca del pozzo, il cui diametro era ben più grande di questa, larga solo 18 centimetri.

I danni all’ecosistema delle paludi della Louisiana sono difficili da calcolare. Ma già ora si avvertono le prime conseguenze, prima di tutto per la Bp: dopo avere faticato per accreditarsi come multinazionale verde dell’energia, è ora nel mirino di chi la accusa di non avere fatto abbastanza per prevenire l’incidente.

Come nel caso della Exxon Valdez, questo disastro porterà a nuove leggi: una proposta avanzata dai democratici chiede che il tetto per il risarcimento danni in casi del genere passi da 75 milioni di dollari a 10 miliardi. L’incidente potrebbe mettere in difficoltà anche Barack Obama, che pochi prima dell’esplosione della piattaforma DeepWater aveva dato l’assenso alle esplorazioni petrolifere al largo delle coste americane: costretto ora a difendere una scelta in cui già credeva poco, il presidente potrebbe ora essere costretto a un imbarazzante ripensamento.

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Il 12 Maggio 2010 alle 20:16 Notizie dai blog su L'apocalisse nera nel golfo del Mexico ha scritto:

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Il 13 Maggio 2010 alle 7:16 Notizie dai blog su Marea nera nel Golfo del Messico. Il video con il getto di petrolio che zampilla in fondo al mare ha scritto:

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Il 13 Maggio 2010 alle 13:30 Notizie dai blog su Golfo del Messico, marea nera: il ‘cigno’ che uccide ha scritto:

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Il 13 Maggio 2010 alle 18:46 Notizie dai blog su BP: “La marea nera sarà fermata, ma non sappiamo quando” (video) ha scritto:

[...] che lavorano in turni di 12 ore divisi in cinque unità di crisi. blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]

Il 14 Maggio 2010 alle 7:30 Notizie dai blog su Marea nera: Greenpeace diffonde Orizzonte nero, sei domande sulla politica del petrolio ha scritto:

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Il 14 Maggio 2010 alle 13:01 Notizie dai blog su Marea Nera, disastro senza tregua ha scritto:

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Il 14 Maggio 2010 alle 20:16 Notizie dai blog su Marea nera nel Golfo del Messico, danni incalcolabili ha scritto:

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Il 17 Maggio 2010 alle 15:31 Notizie dai blog su Marea nera, è già nella Corrente del Golfo... ha scritto:

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Il 19 Maggio 2010 alle 13:01 Notizie dai blog su Marea nera nel Golfo del Messico, le immagini dal satellite e dalle spiagge ha scritto:

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Il 20 Maggio 2010 alle 11:31 Notizie dai blog su Marea nera. Previsioni del tempo... nella Corrente del Golfo. ha scritto:

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Il 20 Maggio 2010 alle 12:03 Notizie dai blog su Marea nera, arriva Kevin Costner ha scritto:

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Il 20 Maggio 2010 alle 15:30 Notizie dai blog su Golfo del Messico, marea nera: il balletto delle dichiarazioni ha scritto:

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Il 21 Maggio 2010 alle 21:30 Notizie dai blog su Golfo del Messico, la marea nera arriva in Louisiana ha scritto:

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Il 22 Maggio 2010 alle 13:00 Notizie dai blog su Marea nera nel Golfo del Messico. In diretta le immagini del pozzo che vomita petrolio ha scritto:

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Il 24 Maggio 2010 alle 13:01 Notizie dai blog su Marea nera nel Golfo del Messico. Dove sono i dati necessari per fronteggiare il disastro? ha scritto:

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Il 24 Maggio 2010 alle 14:16 Notizie dai blog su Marea nera, Obama annuncia una commissione d’inchiesta ha scritto:

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Il 25 Maggio 2010 alle 11:02 Notizie dai blog su Marea nera nel Golfo del Messico. La Bp prepara il “top kil”. C’è da fidarsi delle sue decisioni? ha scritto:

[...] che lavorano in turni di 12 ore divisi in cinque unità di crisi. blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]

Il 27 Maggio 2010 alle 17:30 Notizie dai blog su La marea nera si è fermata, Top Kill funziona ha scritto:

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Il 27 Maggio 2010 alle 18:45 Notizie dai blog su Marea nera: a danno già fatto, chiusa la falla nel Golfo del Messico ha scritto:

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Il 28 Maggio 2010 alle 14:30 Notizie dai blog su Marea nera: forse il tappo funziona, per ora ha scritto:

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Il 29 Maggio 2010 alle 13:00 Notizie dai blog su Marea nera nel Golfo del Messico, il top kill continua ma non funziona. Per ora ha scritto:

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Il 31 Maggio 2010 alle 18:00 Notizie dai blog su Webcam sulla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico ha scritto:

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Il 2 Giugno 2010 alle 13:01 Notizie dai blog su Marea nera, un’altra balla ufficiale sulla quantità di petrolio riversato nel Golfo del Messico ha scritto:

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Il 2 Giugno 2010 alle 20:15 Notizie dai blog su Top Kill. Video diretta dal Golfo del Messico, tentativo di chiudere la falla della fuoruscita del petrolio. ha scritto:

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Il 4 Giugno 2010 alle 13:45 Notizie dai blog su Bp mette un tappo alla perdita di petrolio, ma la marea nera non si arresta ha scritto:

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Il 6 Giugno 2010 alle 16:30 Notizie dai blog su Marea nera, il nuovo “tappo” funziona, si va verso la chiusura definitiva della falla ha scritto:

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Il 7 Giugno 2010 alle 13:01 Notizie dai blog su La marea nera raggiunge la Florida. E continuerà verosimilmente a crescere fino all’autunno ha scritto:

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Il 7 Giugno 2010 alle 15:00 Notizie dai blog su Stati Uniti, la marea nera si estende anche al Texas ha scritto:

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Il 7 Giugno 2010 alle 21:00 Notizie dai blog su Ottimismo per la marea nera del Golfo del Messico ha scritto:

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Il 8 Giugno 2010 alle 11:15 Marea nera, incubo infinito: le foto che non dimenticheremo - Foto - Panorama.it ha scritto:

[...] chimici per legare il petrolio e farlo precipitare sul fondo del mare; dopo l’operazione Top Kill (l’iniezione di cemento nel canale di comunicazione fra il giacimento petrolifero e il [...]

Il 9 Giugno 2010 alle 19:01 Notizie dai blog su Golfo del Messico: spill workers lottano contro marea nera ha scritto:

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Il 11 Giugno 2010 alle 9:53 Agora’ di cloro La rovina ecologica e quelli che “ragionano da ricchi” ha scritto:

[...] il disastro del Golfo del Messico fosse capitato altrove, che so in Bangladesh o in Ghana o in Italia, probabilmente la British [...]

Il 23 Giugno 2010 alle 20:45 Notizie dai blog su Marea nera, salta il tappo: dilaga altro petrolio. E una vittima in più. Tragedia senza fine ha scritto:

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Il 24 Giugno 2010 alle 10:15 Notizie dai blog su Marea nera in Louisiana: raggiunte le 10 Exxon Valdez ha scritto:

[...] che lavorano in turni di 12 ore divisi in cinque unità di crisi. blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]

Il 24 Giugno 2010 alle 13:49 Notizie dai blog su La marea nera delle corporation ha scritto:

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Il 28 Giugno 2010 alle 15:30 Notizie dai blog su Marea nera: arriva la tempesta Alex ha scritto:

[...] Marea nera nel Golfo del Messico: per metterci un tappo (Credits: Getty Images) di Marco De Martino Al terzo piano degli uffici a Houston della British Petroleum sono 400 gli ingegneri che lavorano in turni di 12 ore divisi in cinque unità di crisi. blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo [...]

Il 10 Luglio 2010 alle 16:00 Notizie dai blog su Marea nera, la Bp ci riprova con un nuovo tappo sul pozzo ha scritto:

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Il 10 Luglio 2010 alle 18:15 Notizie dai blog su Marea nera. BP tenta l’installazione di un nuovo tappo ha scritto:

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Il 11 Luglio 2010 alle 16:15 Notizie dai blog su Tolto il tappo, il petrolio esce libero nel Golfo ha scritto:

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Il 15 Luglio 2010 alle 14:45 Notizie dai blog su Marea nera, nuova fuga di petrolio. Rinviato test del nuovo tappo ha scritto:

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Il 16 Luglio 2010 alle 9:00 Notizie dai blog su Marea nera: stop alla fuoriuscita di petrolio ha scritto:

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Il 16 Luglio 2010 alle 10:27 Marea nera: Bp finalmente ci mette il tappo - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:

[...] la prima buona notizia che arriva dal Golfo del Messico a 85 giorni dall’inizio della fuoruscita di petrolio: il tappo sistemato sul pozzo ha bloccato la perdita di [...]

Il 16 Luglio 2010 alle 10:45 Notizie dai blog su Marea nera: Bp finalmente ci mette il tappo ha scritto:

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Il 16 Luglio 2010 alle 12:46 Notizie dai blog su Marea nera, il tappo funziona! ha scritto:

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Il 16 Luglio 2010 alle 14:32 Marea nera: Bp finalmente ci mette il tappo | Portale delle scienze ha scritto:

[...] la prima buona notizia che arriva dal Golfo del Messico a 85 giorni dall’inizio della fuoruscita di petrolio: il tappo sistemato sul pozzo ha bloccato la perdita di [...]

Il 17 Luglio 2010 alle 15:00 Notizie dai blog su Metti e togli tappo ma il mare è ancora nero ha scritto:

[...] Marea nera nel Golfo del Messico: per metterci un tappo (Credits: Getty Images) di Marco De Martino Al terzo piano degli uffici a Houston della British Petroleum sono 400 gli ingegneri che lavorano in turni di 12 ore divisi in cinque unità di crisi. blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo [...]

Il 19 Luglio 2010 alle 13:02 Notizie dai blog su Marea nera falla riaperta, torna l’allarme nonostante nuovo tappo ha scritto:

[...] Marea nera nel Golfo del Messico: per metterci un tappo (Credits: Getty Images) di Marco De Martino Al terzo piano degli uffici a Houston della British Petroleum sono 400 gli ingegneri che lavorano in turni di 12 ore divisi in cinque unità di crisi. blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo [...]

Il 19 Luglio 2010 alle 17:45 Notizie dai blog su Marea nera senza fine: individuata una nuova perdita ha scritto:

[...] Marea nera nel Golfo del Messico: per metterci un tappo (Credits: Getty Images) di Marco De Martino Al terzo piano degli uffici a Houston della British Petroleum sono 400 gli ingegneri che lavorano in turni di 12 ore divisi in cinque unità di crisi. blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo [...]

Il 22 Luglio 2010 alle 16:45 Notizie dai blog su La marea nera arriva anche in Cina ha scritto:

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