Gli europei dichiarano guerra all’obesità. Un chilo alla volta

Sovrappeso... (Foto: Flickr)

Sovrappeso… (Foto: Flickr)

Sabato 22 maggio sarà la giornata europea per la lotta contro l’obesità. L’iniziativa parte da una semplice constatazione, e cioè che si stima che più della metà della popolazione europea sia in sovrappeso o obesa. Ma c’è anche una buona notizia: perdere dal 5 al 10 per cento del proprio peso corporeo può già migliorare la salute in modo significativo.

Per quanto tempo potremo continuare a raccontarci che “noi non siamo come gli americani”? La globalizzazione delle marche, dei prodotti, dell’intrattenimento ha inciso pesantemente anche sugli stili di vita. Questo significa che mangiamo peggio, spesso fuori, ci muoviamo troppo poco e ingrassiamo.

La scienza non ha rinunciato a dare spiegazioni genetiche all’obesità, alla ricerca di una qualche forma di predisposizione. La più recente tra le ricerche su questo tema, svolta dalla North Carolina State University, sembra aver trovato un legame tra la dieta povera di calcio nei neonati e un possibile aumentato rischio di obesità. Esperimenti effettuati su modelli animali (nel caso specifico maialini, simili all’uomo per quel che riguarda la crescita ossea e la nutrizione) hanno dimostrato che nelle cavie nutrite con una dieta povera di calcio le cellule staminali mesenchimiali, che si trovano nel midollo osseo, in assenza di calcio erano già state riprogrammate per diventare cellule di adipe.

Parrebbe perciò doppiamente importante assumere calcio a sufficienza nei primi anni di vita: per avere ossa sane e robuste e per evitare di lasciare “spazi liberi” alle cellule di grasso. Ma per chi è già adulto? I rischi legati all’obesità sono noti. Secondo l’Oms sovrappeso e obesità sono attualmente responsabili di oltre un milione di morti l’anno nel mondo. Senz’altro si tratta di una delle principali cause di morte prevenibile nei paesi occidentali. Certo, non si muore di troppa ciccia, ma di malattie la cui comparsa è favorita dall’eccesso di peso: diabete di tipo 2, malattie cardiache, ipertensione. Per la Commissione europea le malattie collegate a sovrappeso e obesità incidono per circa il 7 per cento sulla spesa sanitaria totale dell’Unione.

I nodi da sciogliere sono due: capire se si ha bisogno di perdere peso e mettere subito in atto le strategie giuste per farlo. Per risolvere il primo mistero si può cominciare calcolando l’indice di massa corporea. Se non siete Brad Pitt o Angelina Jolie ma il vostro peso da comuni mortali è all’interno del range di normalità, non avete niente da temere. Se invece superate una certa soglia finite nella categoria sovrappeso, seguita, parecchi chili dopo, da quella riservata all’obesità.

Il motivo principale per cui i regimi alimentari di restrizione calorica, insomma le diete, falliscono, è che si cerca di perdere molto peso in poco tempo. Ammesso di riuscirci in genere il dimagrimento è prima di tutto pericoloso e poi non dura: si riprendono tutti i chili con gli interessi. Meglio optare per una strategia soft, come suggerisce il titolo dell’edizione 2010 della Giornata europea contro l’obesità: 5-10 per un’Europa più sana. Dove per 5 e 10 si intende il 5-10 per cento del peso, perdendo il quale ci si garantisce un beneficio notevole. Come spiegava già una ricerca spagnola del 2002, una perdita di peso di questa entità potrebbe prevenire l’insorgere di malattie come il diabete di tipo 2 e l’ipertensione.

Come perderlo? L’importante è abbinare una dieta più sana, senza cibo spazzatura e con più frutta e verdura, a un po’ di attività fisica. E soprattutto tenere il giusto ritmo: non bisogna perdere più di 0,5-1 kg a settimana.

Il sito dell’iniziativa offre alcuni buoni consigli, purtroppo visibilmente mal tradotti dall’inglese (tra le altre cose le unità di misura sono espresse in miglia…) e non sempre azzeccatissimi per il pubblico italiano (quanta gente conoscete che gioca a badminton?). Il consiglio che vale per tutti è quello di fare più movimento: l’Oms suggerisce 10.000 passi al giorno per stare in salute. Ma i sedentari totali faranno bene a cominciare per gradi.

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