Vi spiego perché la privacy di Facebook non è in pericolo

Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg (AP Photo/Craig Ruttle)

Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg (AP Photo/Craig Ruttle)

A scorrere la lettera aperta scritta da Mark Zuckerberg sul Washington Post si fa quasi fatica a riconoscere quel ragazzaccio terribile e un po’ insolente che fino a qualche mese fa sembrava impermeabile a qualsiasi forma di critica. Uno Zuckerberg diverso, più misurato, e che per la prima volta ammette le mosse affrettate compiute da Facebook in materia di privacy.

“Non abbiamo centrato il punto”, scrive Zuckerberg nel suo editoriale, puntualizzando che il nocciolo della questione riguarda la capacità di facilitare la condivisione rispettando il controllo e la scelta degli utenti: “Sono questioni a cui pensiamo sempre. Ogni volta che apportiamo una modifica, cerchiamo di applicare le lezioni che abbiamo appreso lungo la strada. [...] Molti di voi hanno pensato che i nostri controlli fossero troppo complessi. La nostra intenzione era quella di darvi un moltitudine di controlli granulari; ma questo non era forse quello molti di voi volevano”.

Che si tratti di un dietro-front rispetto alla strategia dei golpe e delle imposizioni dall’alto degli scorsi mesi è abbastanza evidente. Lo è ancor di più se leggiamo ciò che Zuckerberg scrive a Robert Scoble in questa mail, nel quale il profeta del social network ammette candidamente di aver commesso “un mucchio di errori”.

Ma ora che l’ammenda è pubblica come si muoverà in concreto Facebook per migliorare il controllo sulle informazioni personali dei suoi utenti? È lo stesso Zuckerberg a spiegarlo: “Offriamo già controlli per limitare la visibilità di tali informazioni e abbiamo intenzione di renderle ancora più forti [...] Nelle prossime settimane, aggiungeremo controlli sulla privacy che sono molto più semplici da utilizzare. Ci sarà anche un modo semplice per disattivare tutti i servizi di terze parti”.

E per chiarire il concetto, Zuckerberg scolpisce sulla pietra i cinque comandamenti che sono (e saranno) alla base di Facebook:

1. Avete il controllo su come condividete le vostre informazioni.
2. Non condividiamo informazioni personali con persone e servizi se non lo desiderate.
3. Non permettiamo alla pubblicità di accedere alle vostre informazioni personali.
4. Non vendiamo a nessuno le vostre informazioni personali.
5. Manterremo Facebook un servizio gratuito per tutti.

Che le buone intenzioni di Zuckerberg siano dettate da una presa di coscienza effettiva sui problemi di Facebook piuttosto che dalle sferzate dei media e dei politici americani ed europei poco importa. Sarà importante valutare gli effetti di questa redenzione: in altre parole, al di là della quantità (attualmente gli iscritti sono oltre 400 milioni) Facebook pensa davvero anche alla qualità del servizio? Perché in quest’ottica le questioni relative alla privacy dovranno necessariamente essere trattate in modo molto più serio di quanto fatto finora. Soprattutto se – come sembra – Facebook punta a sostituire l’email come via di comunicazione più battuta del mondo digitale.

Commenti

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Il 24 Maggio 2010 alle 22:34 Vi spiego perché la privacy di Facebook non è in pericolo – Facebook-Mania ha scritto:

[...] Puoi vedere il post originale qui [...]

Il 25 Maggio 2010 alle 14:40 Panorama News 25 maggio 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:

[...] Vi spiego perché la privacy di Facebook non è in pericolo A scorrere la lettera aperta scritta da Mark Zuckerberg sul Washington Post si fa quasi fatica a riconoscere quel ragazzaccio terribile e un po’ insolente che fino a qualche mese fa sembrava impermeabile a qualsiasi forma di critica. [...]

Il 25 Maggio 2010 alle 20:30 Notizie dai blog su Su facebook,la privacy non è in pericolo ha scritto:

[...] Vi spiego perché la privacy di Facebook non è in pericolo Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg (AP Photo/Craig Ruttle) A scorrere la lettera aperta scritta da Mark Zuckerberg sul Washington Post si fa quasi fatica a riconoscere quel ragazzaccio terribile e un po’ insolente che fino a qualche mese fa sembrava impermeabile a qualsiasi forma di critica su Facebook . blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo [...]

Il 27 Maggio 2010 alle 15:51 Come cambia la privacy di Facebook, in dieci punti - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:

[...] il primo vero tentativo di Zuckerberg e soci di dare agli utenti un controllo trasparente sulle informazioni personali. In dieci punti proviamo a spiegarvi cosa cambia rispetto al [...]

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