Che le persone depresse siano anche più soggette ad ammalarsi, perché è depresso anche il loro sistema immunitario, è quasi una banalità. Ma in realtà fino a oggi non si sapeva quale cosa dipendesse dall’altra. Il team del premio Nobel per la Medicina Mario Capecchi, italoamericano, professore di Genetica umana presso la Scuola di Medicina dell’Università dello Utah, ha trovato per la prima volta un legame causa-effetto tra una mutazione delle cellule del sistema immunitario e i disturbi mentali.
Alla vigilia della pubblicazione del suo studio sulla rivista Cell, Panorama.it ha intervistato Mario Capecchi per comprendere le implicazioni di questa scoperta.
Professor Capecchi, che cosa avete fatto?
Abbiamo creato un topo geneticamente modificato con un disturbo comportamentale molto simile alla tricotillomania, cioè l’abitudine di strapparsi i capelli che si riscontra anche negli umani. I topi cominciano con il lisciarsi il pelo più ore al giorno e poi cominciano a strapparlo ossessivamente fino a rimanerne totalmente privi in diverse regioni del corpo. Poi abbiamo effettuato un trapianto di midollo osseo sano nei topi malati e nei mesi seguenti abbiamo osservato un miglioramento del loro comportamento patologico, che in molte cavie era scomparso del tutto, con la successiva ricrescita del pelo prima assente.
Che cosa era successo?
Ci aspettavamo di trovare il gene mutante Hoxb8 che causa il disturbo comportamentale nei neuroni, mentre invece lo abbiamo identificato nelle cellule della microglia che costituiscono il sistema immunitario che protegge il cervello. Di tutte le cellule della microglia, solo una parte si trova dalla nascita nel cervello, una parte consistente invece si forma nel midollo osseo e migra successivamente dal sangue verso il cervello. E’ proprio tra queste che pensiamo si trovino le cellule con la mutazione che dà luogo al disturbo mentale.
Qual è il ruolo di queste cellule?
Sappiamo che sono preposte alla difesa del cervello e del midollo spinale dall’attacco di agenti esterni. Migrano nelle zone colpite, per esempio in seguito a un ictus, per cercare di riparare il danno. Quello che abbiamo scoperto è che queste cellule della microglia hanno un ruolo anche nel controllo del comportamento e che una loro mutazione può causare un comportamento patologico. In pratica il sistema immunitario del cervello controlla in qualche modo il comportamento, anche se ancora non ci è chiaro come.
Cosa succedeva ai topi sani in cui avete trapiantato cellule del midollo osseo preso da topi con la mutazione genetica Hoxb8?
Sviluppavano il disturbo comportamentale: cominciavano a strapparsi ossessivamente i peli dalla pancia e dai fianchi. Inoltre abbiamo scoperto che la minore sensibilità al dolore, rilevata nei soggetti che si strappano i peli non è la vera causa del disturbo. Infatti nei topi sani cui abbiamo trapiantato le cellule mutate abbiamo verificato la presenza del disturbo del comportamento ma non una minore sensibilità al dolore, segno che non c’è tra le due un rapporto causa-effetto.
Che cosa implica questo per la cura dei disordini psichici?
Certo non possiamo pensare di risolverli con un trapianto di midollo osseo. Si tratta di una procedura complicata e pericolosa: un paziente su 100 muore ricevendola. Per questo al momento viene utilizzata solo in alcune forme di tumore e in malattie autoimmuni particolarmente gravi. Ma il fatto che l’insorgenza di un disturbo mentale sia dovuta a un difetto del sistema immunitario è un’ottima notizia perché sappiamo molto di più del sistema immunitario che non di come funziona il cervello. E meno ancora sappiamo di come funzionano i farmaci che prescriviamo per i disturbi mentali e del comportamento. Si va per tentativi ma in assenza di certezze assolute.
In termini di terapie questo cosa significa?
Per esempio che quando una persona presenta un disturbo psichico dovremo dare un’occhiata al suo sistema immunitario. E che i farmaci che hanno un effetto sul sistema immunitario potrebbero anche aiutare pazienti con questo tipo di disturbi. Noi abbiamo associato le cellule della microglia con un particolare disturbo del comportamento, ma crediamo che questa sia solo al punta dell’iceberg. Pensiamo che questo sia un ottimo modello per i comportamenti ossessivi-compulsivi. Si aprono interi nuovi capitoli nella ricerca nel capo della neuropsichiatria.
Chi soffre di disturbi mentali potrebbe trovare un po’ troppo semplicistica la spiegazione che la sua ricerca dà dell’insorgenza di queste patologie: dipende tutto dal sistema immunitario, non dalle esperienze della vita?
Io penso che sia come nel caso del diabete di tipo 1. Questa malattia ha una componente genetica molto forte, ma anche lo stile di vita ha un’enorme influenza. Quindi a parità di predisposizione genetica ci sono persone che hanno un corretto stile di vita e magari non sviluppano mai la malattia e altre che invece la sviluppano. Credo che possa essere lo stesso per i disturbi di cui parliamo. La mia ipotesi è che ci siano senza dubbio altri fattori coinvolti, come per esempio l’ansia. Insomma l’ambiente ha sicuramente un ruolo.
- Giovedì 27 Maggio 2010

Fotofocus: l‘amore per la fotografia diventa un‘esperienza imperdibile


Tutto sul nuovissimo iPad 3
SCOTT-AMUNDSEN, UNA SFIDA D’ALTRI TEMPI
LE RISPOSTE DELLA PSICOLOGIA POSITIVA
STORIE DI ANIMALI
Fotocamere digitali: le nostre prove








Obesi: siamo sempre di più
Videogiochi: le news!

Animali: le foto più belle
Scienza: le buone notizie del 2011
Le foto più belle ogni settimana
Un anno di... Smartphone, videogiochi, social network...
Addio a Steve Jobs, lo speciale di Panorama.it
IL MEGLIO DEL 2011





Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 27 Maggio 2010 alle 21:16 lillo111 ha scritto:
Meno male che sono immune.
http://bit.ly/bpnoCB
Il 28 Maggio 2010 alle 16:46 Notizie dai blog su Il legame diretto tra disturbi psichiatrici e sistema immunitario ha scritto:
[...] I disturbi mentali? Dipendono dal sistema immunitario Il genetista premio Nobel Mario Capecchi (Credit: Tim Kelly, University of Utah) Che le persone depresse siano anche più soggette ad ammalarsi, perché è depresso anche il loro sistema immunitario, è quasi una banalità. Ma in realtà fino a oggi non si sapeva quale cosa dipendesse dall’altra. blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.