- Tags: ambiente, marea nera, obama, petrolio, scienza, vacanze
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E’ a 160 km dalle coste cubane, raggiungerà il Messico forse per Natale. La marea nera, ormai divenuta emblema di un American way of life dissennatamente anti-ecologico, cessa così di rappresentare un beffardo contrappasso per i cittadini Usa, auto-dipendenti e spreconi, e diventa tanto per cambiare un problema internazionale.
11 persone sono morte nell’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon, e decine di migliaia subiranno le pesantissime conseguenze di questo disastro ecologico sulla propria pelle. In un’ennesima portentosa gaffe da parte della compagnia che ha causato il disastro, il presidente svedese della BP Carl-Henric Svanberg nello stesso giorno in cui ha incontrato Obama e dopo l’annuncio dello stanziamento di un fondo da 20 miliardi di dollari per il risarcimento dei danni causati, si è riferito ai residenti delle zone colpite chiamandoli “small people”, piccola gente.
E questi sono cittadini americani. Quando la marea invaderà le coste settentrionali di Cuba, paradiso incontaminato che vive di turismo, chi e come si scuserà con loro, e quali altri fondi verranno stanziati per aiutarli? Se volete andare ai Caraibi fatelo subito: secondo l’Afp, agenzia di stampa francese, Bahamas e Giamaica, preoccupate per il possibile arrivo della marea anche sulle loro coste, attrazione turistica e fonte di reddito quasi esclusiva per gli abitanti, hanno interpellato il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, che si sarebbe limitata a rispondere: onestamente speriamo che non accada.
Il professore dell’Università del Delaware che tiene il conto di quante auto si sarebbero potute alimentare raffinando il greggio versato in mare è arrivato (al 59° giorno) a quota 117.000, in grado di funzionare a pieno regime per un anno intero. Insieme a oltre 10.400 camion e più di 5.400 navi. E adesso perfino dei talk show all’insegna del disimpegno, come quello di David Letterman, si parla ormai con grande serietà della necessità per gli americani di rivedere il proprio stile di vita per evitare il ripetersi di altre simili catastrofi.
Il discorso televisivo di Obama dallo Studio Ovale
Il 23 giugno Obama incontrerà alcuni senatori democratici e repubblicani per tentare di spingere nuovamente sull’acceleratore per l’approvazione dell’Energy Bill. Secondo il senatore indipendente Joe Libermann per diminuire la dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio straniero e in generale dai carburanti fossili il presidente chiederà al paese uno sforzo “talmente grande che lo ha paragonato alla mobilitazione per la Seconda guerra mondiale“. Staremo a vedere.
- Giovedì 17 Giugno 2010

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Commenti
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Il 17 Giugno 2010 alle 17:13 Il Blog di Deamaltea Formazione e Energie Sostenibili ha scritto:
Milano. Grandi firme per i cinque quesiti referendari di Croci e Fedrighini…
Image by El Bibliomata via Flickr Ambientalisti, come Andrea Poggio di Legambiente, politici da Pietro Ichino, all’ex presidente della provincia Michele d’Elia, ma anche rappresentanti del mondo della cultura e dello spettacolo, l’arc…
Il 20 Giugno 2010 alle 18:55 carlo.tosi ha scritto:
Dispiace per i vacanzieri, dispiace MOLTO di più per la gente che perde il lavoro ed il reddito a causa di questo disastro provocato dall’ingordigia umana. E dispiace ancora di più per tutta la vita, animale e vegetale, che viene e verrà distrutta da questa immane catastrofe. Incalcolabile sarà infatti il danno biologico ed ambientale, con la distruzione di un’intero ecosistema di smisurata dimensione. Con conseguenze ancora da capire come entità e come durata nel tempo. E tutto per l’ingordigia e la sete di soldi-potere di queste multinazionali. ed i miliardi di dollari che sborseranno, sono solo poca cosa in confronto al danno fatto.
Il 21 Giugno 2010 alle 17:18 anna.one ha scritto:
Come puo’ il petrolio raggiungere il Mexico se la corrente lo porta east? Gia’, gli americani auto-dipendenti e spreconi, ma il petrolio e’ dell’inglese BP!
Per il momento non ci sono voti per far passare l’Energy Bill, nessuno vuole la benzina a $7 a gallon, ma se i dems spinti da Obama passano anche questa legge come hanno fatto con l’Obamacare sanno che le loro chances d’essere rieletti saranno zero.
Comunque, e’ da anni, ben prima del Messiah che si cerca di diventare energy indipendenti, lui sta usando questa crisi perche’ nessuna crisi deve essere sprecata, cosi’ gli hanno insegnato i suoi mentors, primo fra tutti Alinsky.
Il 22 Giugno 2010 alle 0:29 pasalaam ha scritto:
Non se la prenda anna, qualunque cosa succeda sarà sempre colpa dell’America o’ di Berlusconi. Detto trà di noi, non trova curioso che prima di Obamino tutto quello che succedeva era colpa di Bush, mentre adesso é “solo” colpa dell’America? Giusto per terminare il discorso, prima che arrivi spyun, vorrei augurare a Gore di rompersi una gamba, prima del sorgere del sole, lontano da una cabina telefonica e senza GSM.
Il 22 Giugno 2010 alle 6:59 anna.one ha scritto:
Non me la prendo, ma sarebbe bello leggere qualche volta “articoli” non intrisi di propaganda o meglio battutine da quattro soldi. Si, Barry non da la colpa a Bush come prima, non che abbia smesso del tutto, ma ogni volta che lo fa nelle polls cala.
Goracle e’ tutto preso con il divorzio da Tipper. Si e’ pure acquistato una mansion in Kalifornia, in riva al mare, evidentemente non si preoccupa tanto dei livelli dei mari che secondo lui salgono.
Poi come ha detto Limbaugh, come i wackos ambientalisti hanno messo in giro questo concetto che il divorzio contribuisce al riscaldamento globale, ecco il signor Global Warming, un Premio Nobel della Pace, ora sta contribuendo alla sua crisi.” Snap
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