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In occasione della presentazione italiana delle nuove Sony Nex-5 e Nex-3 abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con Massimo Bassano, fotografo di National Geographic, che ci ha raccontato le sue impressioni dopo avere trascorso qualche giorno con le due nuove compatte a ottiche intercambiabili della casa giapponese.
Bassano, che come molti fotografi professionisti ammette di portarsi sempre dietro una compatta per ragioni di praticità e prontezza, ci spiega di essere rimasto piacevolmente sorpreso dalla ricchezza della dotazione delle due compatte senza specchio di Sony (guarda tutte le caratteristiche). “Per tutti coloro che si divertono a fare manipolazione delle immagine, ad esempio, è possibile avere i file Raw direttamente dalla fotocamera e c’è anche la possibilità di sfruttare un sistema Hdr per tirar fuori dalle ombre e dalle luci informazioni sufficienti per una manipolazione adeguata e una fotografia dai risultati eccezionali”.

Ci sono ovviamente anche gli aspetti meno convincenti. Come la mancanza di un mirino ottico, “un elemento fondamentale per tenere in equilibrio la macchina, anche se va detto che si tratta di una scelta fatta per limitare gli ingombri della macchina e poterla attrezzare con obiettivi voluminosi”.
Proprio la valorizzazione dell’ottica rappresenta il punto di forza delle due “Evil” di Sony. “E’ ciò che fa davvero la fotografia”, ci tiene a sottolineare Bassano. “Ce ne siamo dimenticati per alcuni anni, dopo l’arrivo delle prime digitali. Ma ora che il mercato è più maturo, torna ad avere importanza”.

In questo senso le differenze con la concorrenza sono secondo il fotografo abbastanza marcate: “La Nex-5 e la Nex-3 scavalcano alla grande le altre compatte presenti sul mercato che hanno fatto un gioco molto più ridotto dal punto di vista delle dimensioni e del tipo delle lenti, e quindi nella sfocatura e nella capacità di messa a fuoco”.
Una nota di merito va soprattutto al cosiddetto “pancake”, l’obiettivo più compatto della casa (equivale a un vecchio 25 mm) che all’occorrenza può essere trasformato (tramite adattatore) in un grandangolare o in un fish-eye: “E’ un’ottica ridotta ma con una nitidezza di qualità molto elevata. In questo modo la macchina può essere tenuta in tasca senza problemi, assicurando una prontezza non indifferente”.
E chi ha già in casa il suo parco ottiche? “Chi ha una reflex Alpha, risponde Bassano, può riutilizzare gli obiettivi tramite un semplice adattatore. Compreso il “tele” che utilizza per le riprese degli animali nei safari”.
- Venerdì 18 Giugno 2010


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Commenti
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Il 19 Giugno 2010 alle 19:49 lillo111 ha scritto:
sono felice
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Il 21 Giugno 2010 alle 4:55 Le nuove Sony Nex sotto l’occhio del fotografo | hitechcitta.com ha scritto:
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