Archivio di Agosto, 2010
Ricercatori dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze hanno messo a confronto la dieta occidentale di un gruppo di bimbi italiani con quella quasi vegetariana di piccoli africani sani. La flora batterica intestinale di questi ultimi è risultata più ricca e variata. E ciò li protegge da patologie infiammatorie intestinali croniche, come la malattia di Crohn, in aumento da noi anche nei bambini.Dei piccoli che a tavola mangiano le verdure si è soliti dire che sono bambini modello. Tanto è raro che le gradiscano nel piatto senza una smorfia. Continua

Credit: Ansa
Il Web è morto. Ucciso dalle applicazioni. Ci va giù pesante Chris Anderson nell’editoriale apparso questo mese sulle pagine di Wired. Il direttore del noto magazine americano spiega con parole molto semplici quello che sta accadendo all’attuale generazione di utenti Internet, sempre più “App-dipendenti” e sempre meno legati alla necessità di navigare. Continua

L’occhio dell’ape non ha pupilla, iride, e lente cristallina
Se gli esseri umani vedono ciò che sta dinnanzi a loro, le api hanno al contrario una visione circolare: un campo visivo di oltre 300 gradi, cosa che le rende capaci di vedere più dei tre quarti del mondo che le circonda.
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Dell Streak
La prima estate dell’iPad sotto braccio ci regala uno scenario piuttosto inedito, quello del computing da sollazzo. Sotto l’ombrellone, al bar, al ristorante, sulla sedia a sdraio: per i primi iPad-dipendenti ogni occasione è buona per sfoderare la propria tavoletta. È la rivoluzione del tablet, un oggetto che non si prende troppo sul serio (per lavorare c’è altro) e che si sente perfettamente a suo agio anche al di fuori delle solite quattro mura (di casa o d’ufficio). Continua

(Credits: Samsung)
La prima volta che utilizzi NaviBot lo insegui per tutta la casa per capire se è davvero capace di pulire da solo un intero appartamento come promette Samsung. La seconda volta provi a metterti comodo sul divano, sbirciando magari di tanto in tanto giusto per assicurarti che sia tutto a posto. La terza volta (e le successive) lo programmi in modalità “auto” e te ne dimentichi, almeno fintantoché non lo senti tornare alla base per ricaricare le batterie. Continua

(Credits: gyverchangphotos@Flickr)
Lo chiamano “il numero di Dio”, ovvero il numero massimo di mosse necessario per risolvere il cubo di Rubik da qualsiasi posizione di partenza. Ebbene, oggi sappiamo che questo numero è pari a 20: a dircelo è un gruppo di ricercatori (fra cui anche professori di matematica e programmatori) che grazie a un potente sistema di elaborazione hanno scoperto che tutte le 43.252.003.274.489.859.000 (43 miliardi di miliardi) combinazioni possibili del cubo magico possono essere risolte in venti mosse (o meno). Continua

(Credits: Google)
Ossessionati dal bollino nero? Nell’era del Web 2.0 c’è un modo migliore per puntare alla partenza intelligente. Ce la suggerisce Google con uno strumento che forse non risolverà il problema del traffico ma che di certo può aiutare a trovare soluzioni e (soprattutto) strade alternative. Si tratta di una nuova funzionalità di Google Maps per reperire informazioni sulla viabilità, ovviamente in tempo reale. Continua

Stelle cadenti (Foto: Flickr)
Anche quest’anno assisteremo allo spettacolo da spiagge, colline e altri punti di osservazione privilegiati. Quella migliore è la notte tra il 12 e il 13 agosto tra mezzanotte e le 5, e la visione, nuvole permettendo, dovrebbe essere aiutata dal fatto che, essendo in una fase di luna nuova, la luce riflessa dal nostro satellite non disturberà la luminosità delle Perseidi. Continua

La Rete è uguale per tutti. Sacrosanto. Ma se a dirlo sono Google e Verizon si sente subito puzza di bruciato. Per quale motivo due dei padroni di Internet decidono di uscire allo scoperto con un manifesto in sette punti intitolato Una proposta congiunta per una Rete aperta riguardante la cosiddetta Net Neutrality, materia che di norma spetta un’Autorità competente (negli Stati Uniti è la FCC)? Continua

Bio-Bug Beetle (credit: GENeco)
Doc, lo scienziato pazzoide di Ritorno al futuro, a quanto pare aveva visto giusto. Nel secondo episodio della saga, infatti, lo vediamo alimentare la sua De Lorean, l’auto che viaggia nel tempo, con una manciata di rifiuti presi direttamente da un bidone della spazzatura. Che il carburante di domani possa essere la spazzatura è il sogno di tutti, ma alzi la mano chi osava pensare che un giorno avremmo usato il liquame al posto della benzina.
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