
L’occhio dell’ape non ha pupilla, iride, e lente cristallina
Se gli esseri umani vedono ciò che sta dinnanzi a loro, le api hanno al contrario una visione circolare: un campo visivo di oltre 300 gradi, cosa che le rende capaci di vedere più dei tre quarti del mondo che le circonda.
Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno simulato il processo visivo di questi insetti mettendo una videocamera dietro uno specchio convesso in modo che la luce dai lati rimbalzasse dallo specchio dentro la lente. Hanno così ottenuto due immagini: una centrale e un’altra esterna.
E assemblandole ne hanno ottenuto una intera. “Non è una copia perfetta di come vedono le api. La nostra telecamera ha un campo visivo solo di 280 gradi” scrivono i ricercatori su Bioinspiration&Biomimetics. “Questi insetti non vedono il colore rosso, per cui il mondo appare loro con una gradazione che dà sul turchese o sul violaceo” aggiungono.
L’occhio dell’ape, molto sviluppato e ai lati del capo, non ha pupilla, iride, e lente cristallina. È così anche per gli altri insetti. La retina è paragonabile a quella dell’uomo ma l’immagine si forma su di essa in modo diverso.
La superficie del suo occhio è suddivisa in migliaia di tubicini rotondi che terminano all’interno in altrettanti bastoncini retiniformi o coni visivi: il loro insieme forma la retina. Ogni cono percepisce una porzione del campo visivo, ossia quella che si trova nella sua traiettoria.
L’immagine che si forma sulla retina non è rovesciata, come per l’occhio umano, e il campo visivo viene scomposto alla superficie dell’occhio in un mosaico di piccole parti che, attraverso i coni visivi, giungono al cervello. Al contrario di noi, la lente cristallina fornisce un’immagine unica che viene divisa, attraverso i bastoncelli della retina, in un mosaico, a sua volta ricomposto dal cervello in un’immagine.
Il primo periodo vitale le api lo trascorrono nel buio dell’arnia dove gli occhi non servono ma occorre invece il senso del tatto. E, ovviamente, anche dell’olfatto. Quando escono però dall’alveare la vista diventa il senso principale, non potrebbero altrimenti orientarsi. E, a quanto concludono altri recenti studi, possiedono una vista oltre che panoramica anche superveloce.
Secondo una ricerca, pubblicata sul Journal of Neuroscience, questi insetti vedono il mondo a una velocità cinque volte maggiore rispetto agli esseri umani.
Capacità essenziale per sfuggire ai predatori e per accoppiarsi in volo. Secondo gli autori dello studio, Peter Skorupski e Lars Chittka dell’Università di Londra Queen Mary, questa velocità dipende dalla rapidità con cui la luce è catturata dalle cellule degli occhi che scattano un’istantanea del mondo e la inviano al cervello.
Mentre gli scienziati dibattono sulle capacità cognitive perfino delle api (una ricerca pubblicata nel 2009 su PloSone ha messo alla prova le loro capacità di distinguere visivamente tra quantità differenti, i ricercatori già prefigurano le possibili applicazioni tecnologiche di questi studi: robot dotati di un migliore campo visivo e velivoli leggeri con maggiori capacità di navigazione.
- Mercoledì 18 Agosto 2010


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