Google Instant: a cosa serve veramente?

Una prova con Google Instant scrivendo -pa-

Una prova con Google Instant scrivendo -pa-

Lanciato mercoledì con una super conferenza stampa, Google Instant Search aggiunge una variazione vistosa al modo in cui si cerca su Google e soprattutto al modo in cui il motore di ricerca ci propone i risultati.

In pratica, come dicono i tecnici di Google, Instant Search è il “search-before-you-type”: un sistema che restituisce i risultati mentre ancora stiamo scrivendo nella casella di ricerca le parole; solo che lo fa tenendo conto *non solo* di quello che abbiamo già scritto ma prevedendo quello che (probabilmente) stiamo per scrivere, e mostra i risultati in tempo reale, in base a queste previsioni, senza bisogno di premere il tasto “Enter” o di cliccare su “Search”.

**Prima di continuare, ecco un brevissimo video che spiega Google Instant usando Bob Dylan:

Google Instant Search promette (e direi che mantiene) una maggiore velocità nell’ottenere i risultati: ci troviamo quindi con del “tempo risparmiato”.

In Google sostengono che, in base ai loro test, l’utente medio risparmierà: “da due a cinque secondi per ricerca”: il che può sembrare un miglioramento irrilevante (a me lo sembra in effetti).
Loro aggiungono però che se sommiamo il tempo risparmiato da tutti gli utenti Google, arriviamo a un bel valore complessivo. Se in tutto il mondo tutti usassero Google Instant si risparmierebbero 11 ore ogni secondo: 3,5 miliardi di secondi al giorno.

Ma, numeri a parte, mi pare che più che altro sia un’esibizione di muscoli, oppure, una bella operazione per attirare l’attenzione, in un momento in cui sembra che l’unica azienda di tecnologia capace di stimolare la fantasia sia Apple. E poi ci sono le analisi/previsioni che prevedono la fine del Web (Anderson/Wired) e quindi dei contenuti indicizzati da Google e, quindi sembrano avanzare un dubbio sul futuro del suo modello di business.

Detto questo, è indubbiamente divertente vedere come funzioni Instant Search; come cerchi di prevedere quello che si sta per cercare e soprattutto come i diversi stadi di completamento della ricerca aggiornino quasi istantaneamente la pagina dei risultati.

Ovviamente la storia non finisce qui. La rete è piena di analisi e previsioni che provano a immaginare che impatto Instant Search avrà sul modo in cui interagiremo con il Web e soprattutto sulla costante lotta per ottimizzare i siti in modo che escano il più in alto possibile nei risultati di Google.

Fra le prime impressioni mi sembra di poter dire che alla maggiore velocità corrisponde una maggiore probabilità di restare più tempo sulla pagina di Google: sia perché Instant aiuta a raffinare la ricerca “prevedendo” e proponendo via via stringhe più precise; sia perché vedendo quel che propone viene spontaneo giocarci un po’, invitando quindi a percorrere qualche digressione.

Una  bella prova del motore  è per esempio inserire nella casella di ricerca via via tutte le lettere dell’alfabeto, per vedere quel che viene previsto (o suggerito).
Su google.it:
a - alice
b - bnl
c- corriere
[...]

su google.com

a - amazon
b - best buy
c - craiglist
[...]

Il che sembra anche suggerire che il posizionamento ai primi tre/quattro posti, già fondamentale prima, diventi ora essenziale. E le agenzie che si occupano di Search Engine Optimization dei siti, troveranno nuovi territori per espandere i propri affari.

**Questo invece è un’altro video introduttivo prodotto da Google:

Commenti

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Il 14 Settembre 2010 alle 18:37 Perché Google Instant non è una semplice Sibilla - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:

[...] vi abbiamo spiegato, Google Instant è un’interfaccia che – se attivata – permette di avere i risultati della [...]

Il 14 Settembre 2010 alle 21:05 Perché Google Instant non è una semplice Sibilla | Portale delle scienze ha scritto:

[...] vi abbiamo spiegato, Google Instant è un’interfaccia che – se attivata – permette di avere i risultati della [...]

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