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I sociologi lo chiamano “paradosso dell’amicizia” e consiste nel semplice dato di fatto che i tuoi amici probabilmente sono più popolari di te. Due studiosi hanno sfruttato questo principio per prevedere come si diffondono le epidemie di influenza.
E’ noto che analizzare una rete sociale e monitorare la salute dei suoi membri centrali, cioè delle persone più popolari del network, è il modo migliore per prevedere il diffondersi di un’epidemia. Ma per la maggior parte dei gruppi sociali non esistono informazioni dettagliate sulla popolarità di alcuni individui rispetto ad altri.
Il paradosso dell’amicizia viene in aiuto in questo modo. Prendete un gruppo di persone e chiedete a ciascuno dei suoi membri di fare il nome di un amico. In media la persona che viene nominata risulta essere più popolare di chi ne fa il nome all’interno della rete sociale. E proprio come si trovano al centro del pettegolezzo e delle tendenze, le persone più popolari che si trovano al centro del gruppo sono anche esposte alle malattie prima di chi si trova “alla periferia”.
Nicholas Christakis e James Fowler, ricercatori rispettivamente di Harvad e dell’Università della California del Sud, che collaborano da tempo negli studi sulle reti sociali, hanno utilizzato il paradosso per analizzare l’epidemia influenzale del 2009 tra 744 studenti.
Con l’avvicinarsi della stagione in cui di solito inizia il contagio, i due studiosi hanno contattato 319 studenti di Harvard i quali hanno fatto il nome di 425 loro amici. Monitorando i due gruppi separatamente, quelli scelti a caso e quelli da loro nominati, i ricercatori hanno scoperto che in media il gruppo degli amici manifestava i sintomi dell’influenza circa due settimane prima dell’altro.
“Pensiamo che questo abbia implicazioni significative per la salute pubblica”, sostiene Christakis. Finora tutti i metodi per monitorare il diffondersi delle epidemia non hanno potuto che fornire una fotografia di ciò che sta accadendo. “Semplicemente chiedendo ai membri di un gruppo a caso di fare il nome dei loro amici e poi tenendo traccia di entrambi i gruppi e confrontandoli, possiamo prevedere le epidemie prima che colpiscano la popolazione generale”, continua il ricercatore. ”Questo permetterebbe una risposta più rapida, efficace e vigorosa”.
Lo studio (qui il file pdf) dimostra che il contesto sociale in cui una malattia si diffonde è fondamentale per prevederne l’andamento, e che la posizione che si ricopre all’interno di quel contesto può dire molto sulla probabilità di ammalarsi. Un pensiero che forse potrà consolare quanti tra un paio di mesi si ritroveranno a letto con l’influenza: che sia il prezzo da pagare per la popolarità.
- Giovedì 16 Settembre 2010

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Il 16 Settembre 2010 alle 16:52 Panorama News 16 settembre 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Come di diffonde l’influenza? La risposta è nel “social network” [...]
Il 20 Settembre 2010 alle 23:17 Influenza e social network :: VIP ha scritto:
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