
È noto che a Redmond, immerso nei boschi dello stato di Washington a est di Seattle, ci sia il quartier generale della Microsoft. Meno noto è che fra le tranquille palazzine in cui lavorano ordinatamente oltre 50 mila persone si trovi un piccolo edificio di cemento armato chiamato Building 33, protetto dai più sofisticati sistemi di sicurezza. In questa fortezza anonima circondata da abeti secolari si trovano gli Envisioning labs, i laboratori in cui gli scienziati della società di Bill Gates sperimentano il futuro della tecnologia.
Panorama, in esclusiva, ha avuto accesso al Building 33 e ha fatto quattro passi (guidati) nel 2020.
«Quello che vedrete non è fantascienza» spiega Ian Sands, direttore degli Envisioning labs, «ma l’applicazione pratica di tecnologie Microsoft che già esistono e che nel giro di 10 anni faranno parte della nostra quotidianità».
Prima tappa del viaggio: la casa del futuro. Ricreato come un set cinematografico, l’appartamento in cui il cronista è entrato sembra una classica casa americana, di quelle che si vedono nei telefilm. Ma l’apparenza inganna. «L’intelligenza è nascosta» dice Sands. «Nelle pareti scorrono chilometri di fibre ottiche, nel controsoffitto ci sono videoproiettori che trasformano le superfici e gli ambienti in oggetti e spazi sensibili al tatto e al movimento. Ogni cosa può essere comandata a voce, con gesti o sfiorando i tanti touchscreen, da quello del cellulare a quello inserito nel frigo, per finire agli specchi del bagno o del guardaroba.
Se nel 1975 Bill Gates aveva profetizzato: «Nel futuro vedo un computer in ogni casa», oggi i suoi scienziati prevedono «un computer in ogni cosa». Tutti gli oggetti sono muniti di tag, l’evoluzione dei codici a barre. In cucina, per esempio, ce n’è uno su ogni alimento. I «ripiani intelligenti» del frigo e della dispensa si accorgono della loro presenza e la comunicano al cervellone centrale. Basta quindi pronunciare a voce alta una parola per vedere proiettato sulla parete l’elenco dei prodotti disponibili e di quelli in scadenza. Con un altro comando vocale compaiono le ricette possibili con gli ingredienti a disposizione. Bisogna farci un po’ l’abitudine, ma nei prossimi anni avremo un familiare in più: una sorta di tata elettronica e ubiqua che si prende cura di noi interagendo con padre, madre e figli in modo differente.
Se a entrare nel bagno è il papà, per esempio, lo specchio lo riconosce e gli indica quali medicine deve assumere. I flaconi sono dotati di tag. Quando vengono appoggiati sulla superficie del lavandino, vengono proiettate sulla parete quantità e posologia. Anche il water è multifunzione. Analizza le urine, misura pressione e glicemia e poi archivia i dati in un file che può essere consultato online quando si va dal medico.
Le pareti delle camere hanno la tappezzeria elettronica. Muri bianchi che, grazie ai videoproiettori, si trasformano in schermi che cambiano a seconda del mood in cui si trova chi ci entra: allegro (tutto diventa colorato), stanco (tutto si scurisce e la musica diventa new age rilassante).
Le pareti e il soffitto possono diventare megaschermi per videogame e tv, ma si trasformano anche in paesaggi incantevoli. Muovendo le mani nell’aria in stile Minority report si può cambiare canzone o alzare il volume, come pure ingrandire le foto e spostarle da un muro all’altro. Funzioni, quelle gestuali e tecnologiche, che troveranno applicazione anche sul posto di lavoro.
Tornando alla casa: lo specchio sarà un assistente che ci aiuterà ad abbinare i colori degli indumenti che abbiamo nell’armadio (muniti di tag). Non serve solo a riflettere, ma anche a proiettare la nostra immagine con gli indumenti suggeriti. Si possono indossare elettronicamente anche abiti visti in vetrina ma non ancora acquistati. Basta catturarne il tag con il cellulare quando si è in giro a fare shopping.
Tra le vite che più verranno rivoluzionate ci sono quelle degli studenti. Niente più cartelle pesanti o libri ingombranti. Tutto il sapere finirà dentro una tavoletta. Cosa abbastanza prevedibile. Meno prevedibile è l’uso che si potrà fare delle tavolette. Una volta entrate a scuola o in casa si collegano al cervellone centrale e proiettano il loro contenuto sulla tv o le pareti. Con un colpo di polpastrello si condivideranno compiti e informazioni, mentre i libri di testo saranno animati, multimediali, sempre connessi al web e ai propri computer di casa.
La lavagna in classe diventerà una finestra da cui affacciarsi per condividere esperienze e sapere con le altre scuole del globo. Studenti di tutto il mondo potranno parlare tra loro vis-à-vis sicuri di essere capiti perché le loro parole saranno tradotte simultaneamente. Gli alunni chatteranno scrivendo con le dita sulla lavagna digitale e i tratti digitati nella classe a Milano verranno interpretati in tempo reale anche dai banchi della classe gemellata a Mumbai.
Un’ondata di novità anche per le casalinghe che entreranno in supermercati senza barriere né code alle casse. Il carrello sarà dotato di sensori che riconoscono (grazie ai tag) gli oggetti. Anche i ripiani sono intelligenti e comunicano al capo reparto quando un articolo si sta per esaurire. Il cervello elettronico controlla quali sono le corsie più frequentate e i ripiani più scelti. Le etichette con i prezzi sugli scaffali sono digitali. In ogni momento il supermercato può decidere di offrire in promozione un prodotto nelle corsie e sui ripiani meno scelti in modo da dirottare la clientela nelle zone meno frequentate.
Non serve fare code alle casse. Basta varcare la soglia del supermercato. A fare tutto è il carrello che tiene il conto di quello che contiene e addebita lo scontrino elettronico direttamente sul conto corrente dell’acquirente o sulla bolletta del suo cellulare.
Schermi piatti, trasparenti e superfici sensibili al tatto faranno parte della quotidianità anche di chi va in ufficio o lavora in ospedale. Agevolati da internet superveloce, non servirà più spostarsi. Nemmeno per una visita dallo specialista o per una riunione di lavoro.
Meeting e visite si faranno in una sorta di teleconferenza interattiva. Dove la distanza verrà abbattuta dalla pervasività del web.
Tra le novità, una nuova generazione di apparecchi. Tavolette pieghevoli e un foglio di carta elettronica che, come per magia, si popolerà di notizie come sulla Gazzetta del profeta di Harry Potter.
- Venerdì 8 Ottobre 2010
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Commenti
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Il 8 Ottobre 2010 alle 18:50 pv21 ha scritto:
Chi ha visto il film cartoon “Wall E” ha ammirato la vitalità di umani “coccolati” da elettronica/informatica. Tutto può contribuire all’avvento di una nuova specie umana GENERE EUGENOMA …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd3.html
Il 9 Ottobre 2010 alle 20:13 carlo.tosi ha scritto:
Tutto bello, tutto affascinante, tutto che promette novità per il futuro.
Di certo c’è che questi luoghi non si trovano in Italia!
Da noi sono capaci solo di tagliare fondi alla ricerca, ed i nostri giovani di talento se vogliono esprimersi devono cercare la loro strada all’estero. Piano piano diventeremo un paese senza tecnologia nostra. Senza più alcun brevetto! dovremo importare tutto, pagandone le licenze, perfino sui prodotti più semplici. GRAZIE CARI GOVERNANTI, GRAZIE PER IL VOSTRO IMPEGNO NEL DISTRUGGERE L’ITALIA!
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