Windows Phone 7: Microsoft alla prova del nove

(Credits: Microsoft)

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Di Windows Phone 7 sapevamo già tutto, o quasi. Da almeno otto mesi. Da quando, cioè, Microsoft aveva rivelato al mondo il suo piano di rilancio per il segmento mobile. Perché il quadro fosse completo mancava però un dettaglio (non trascurabile): il debutto dei primi smartphone equipaggiati con il nuovo sistema operativo. L’annuncio mondiale con cui Microsoft ha presentato i primi modelli motorizzati Windows Phone 7 ha sgombrato il campo dagli ultimi dubbi: ben nove smartphone nuovi di pacca che ci mostrano quello che sarà il nuovo volto di Redmond in un mercato – quello degli smartphone – che la vede da ormai troppo tempo fuori dalle posizioni di vertice. Laddove invece spadroneggiano Apple, Android e RIM.

Un sistema operativo a misura di polpastrello

È un volto nuovo quello che ci mostra Microsoft, che poco ha che vedere con i trascorsi di Windows Mobile. Nuovo perché Windows Phone 7 è un progetto concepito fin dalla nascita per essere toccato con le dita e non con joypad o pennini. Nuovo perché la casa di Redmond sembra essersi finalmente scrollata di dosso tutti i complessi di inferiorità da Apple e Android costruendo un ecosistema (e non solo una piattaforma software) in grado di arricchire l’esperienza mobile con musica, giochi, social network e applicazioni. Nuovo infine perché Microsoft questa volta ha voluto dettare le regole di “gioco”: meno libertà ai produttori di telefonini, che ora devono sottostare ad alcuni vincoli ben precisi sia dal punto di vista hardware (si guardi ad esempio ai tre tasti “home”, “back” e “search” comuni a tutti i dispositivi) che software (addio personalizzazioni spinte, almeno per il momento), e più potere agli operatori, il cui ruolo è sempre più centrale per la distribuzione dei prodotti e dei servizi associati. Il risultato è una prima infornata di telefonini tutti piuttosto omologati fra di loro ma dalla forte identità.

Viva la semplicità

L’impatto visivo di Windows Phone 7 non è di quelli che lasciano a bocca aperta. Microsoft ha badato al sodo puntando su un’interfaccia utente che sarà magari meno sexy di quella di alcuni concorrenti ma sicuramente facile da utilizzare, fluida ed efficace. L’idea delle icone che rimandano direttamente alle applicazioni sa di vecchio. E allora Microsoft si affida alle cosiddette live tiles, le grandi piastrelle con i contenuti attivi e aggiornati che radunano tutte le principali attività in corso d’opera. Direttamente dalla pagina iniziale, ad esempio, potremo avere una visione a 360 gradi dei nostri contatti, con l’aggiornamento dinamico dello status di Facebook e delle immagini pubblicate di recente.

Servizi: bene musica e giochi, ora servono le Apps

Uno dei meriti principali di Windows Phone 7 sta nell’aver radunato in un sol colpo i servizi di Zune e di Xbox. Significa che tutti i Windows Microsoft potranno accedere al bazar musicale e alla ludoteca di Microsoft. Dal punto di vista dell’enterteinment il gap con l’iPhone può dirsi colmato, ma sul piano delle applicazioni c’è ancora molto da fare. Il Windows MarketPlace (il supermercato delle applicazioni di Microsoft) resta ancora piuttosto distante sia dall’AppStore che dall’Android Market, ma Microsoft si dichiara comunque ottimista e promette un futuro fatto di Apps di qualità.

Fiducia cieca nel cloud

Un altro elemento di novità di Windows Phone 7 risiede nella fiducia incondizionata verso il mondo cloud. Addio schede di memoria e trasferimenti via Bluetooth: nell’era dei Windows Phone 7 le informazioni risiedono sulla nuvola del Web (e in particolare su Skydrive) giacché il nuovo sistema operativo è stato pensato per essere perennemente connesso. Un approccio molto radicale che ricorda per certi versi alcune scelte fatte da Apple negli ultimi tempi (vedi il distacco dall’Usb e da Flash). Dalla Mela Microsoft sembra aver preso anche qualche difetto, come la mancanza del copia e incolla, una delle lacune del primo iPhone su cui gli utenti Microsoft avevano ironizzato a suo tempo.

Dove può arrivare Windows Phone 7?

La domanda nasce spontanea: Windows Phone 7 è davvero quanto di meglio poteva offrire Microsoft per accorciare la distanza dai primi dalla classe? Forse no, ma è sicuramente una buona base di partenza. Per la prima volta abbiamo di fronte un progetto concepito ex-novo per il mondo touch e non un adattamento rattoppato per non perdere terreno da Apple. L’impressione è che a Redmond vogliano far crescere questo progetto nel tempo, sfruttando ovviamente il supporto di tutta la comunità che ha sposato l’idea, dai produttori di telefonini agli operatori e agli sviluppatori di applicazioni. Non dimentichiamoci che anche il primo iPhone era tutto fuorché un dispositivo perfetto. Poi sappiamo com’è andata a finire.

Commenti

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Il 13 Ottobre 2010 alle 22:38 seven77 ha scritto:

Non vediamo l’ora di vedere i primi cellulari con windows 7 il prima possibile, farà veramente faville questo SO

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