iRobot: dopo il Roomba vi stupiremo ancora

Ecco perché le nostre case sono ormai pronte a un'invasione di robot

Ecco perché le nostre case sono ormai pronte a un'invasione di robot

Il giorno in cui Colin Angle fondò iRobot aveva un solo grande pensiero per la testa: fare in modo che i robot entrassero davvero nelle case della gente. Si era stancato di aspettare la next generation, l’era dell’intelligenza artificiale che avrebbe dovuto cambiare il modo di vivere del genere umano ma che in fin dei conti restava solo una bella illusione da ammirare nei film di fantascienza. Nemmeno lui immaginava, però, che da lì a vent’anni il suo desiderio si sarebbe realizzato. Cinque milioni dei “suoi” robot avrebbero invaso il mondo con un’unica grande missione: liberarlo dalla polvere e dalla schiavitù delle faccende domestiche.

La storia del Roomba, il piccolo aspirapolvere robot che in pochi anni è diventato un oggetto di culto per i casalinghi disperati e non, è in buona parte la storia del suo inventore: Colin Angle, 43 anni, un passato al MIT, è uno di quei personaggi visionari che come Steve Jobs stanno davvero cambiando il nostro modo di interagire con la tecnologia. iRobot, la società che ha creato nel 1990 insieme a Helen Greiner e Rodney Brooks, è oggi un’azienda pubblica da 400 milioni di dollari di fatturato. Ma è soprattutto una delle più grandi fucine del mondo hi-tech.

L’aspirapolvere-robot Roomba e il suo gemello lava-pavimenti Scooba sono solo le facciate di un vero e proprio cantiere aperto sul futuro, costruito con una missione ben precisa: cambiare la nostra vita.  A Bedford, in Massachusetts, gli ingegneri dell’azienda stanno già lavorando per dare vita alla prossima generazione di automi che presto busseranno alla porta di casa nostra. È lo stesso Angle a raccontarcelo: “Non posso darvi troppi dettagli su ciò che si nasconde dentro ai nostri laboratori di ricerca perché prima di lanciare un prodotto vogliamo essere certi che la tecnologia sia non solo stupefacente, ma anche pronta per essere utilizzata nel quotidiano. Posso però preannunciarvi che continueremo a sviluppare prodotti che sappiano svolgere quelle mansioni ripetitive e noiose che spesso ci troviamo a trascurare”.

Aspirare la polvere e pulire i pavimenti sono due straordinari esempi di quello che un robot può fare, ma non sono gli unici. “Pensiamo a quanti lavori di routine gravitano intorno alla nostra vita domestica: sistemare il giardino, pulire i vetri, piegare la biancheria, cucinare, raccogliere oggetti sparsi per casa. Sono tutte applicazioni che la robotica può offrire. E poi c’è tutta la frontiera dell’assistenza medica: i robot possono migliorare la qualità della vita dei pazienti e delle persone anziane, aiutandoli a sedersi o a sollevare pesi, avvisandoli quando è il momento di prendere una pastiglia o addirittura efffettuando veri e propri check-up a distanza che possano essere di suppporto al lavoro dei medici e degli infermieri”.

E siccome troppi robot rischierebbero di complicarci la vita più che facilitarcela, iRobot sta pensando anche a come gestire tutta questa intelligenza: una sorta di robot maggiordomo pronto a interagire con noi e a fare da tramite con il nostro ambiente robotizzato, ricordandoci le cose da fare e impartendo le istruzioni ai vari dispositivi elettronici.

Ma quanto tempo ci vorrà perché questo scenario star-trekkiano si concretizzi? “Possono essere cinque o dieci anni ma non saranno certo cinquant’anni, assicura Jeff Becks, presidente della divisione Home Robots di iRobot. È vero, abbiamo ancora tanti passi da compiere, in termini di affidabilità, sicurezza, comunicazione; ma riusciamo a vedere il giorno in cui tutto questo sarà realtà. Roomba è solo l’inizio di questa generazione”.

Tanta sicurezza è dettata dalla consapevolezza del livello tecnologico raggiunto negli anni grazie anche alle applicazioni sviluppate in ambito militare. Una divisione a sé stante della società progetta infatti robot per il dipartimento della Difesa americana. Come il piccolo rover che nel 2001 si è addentrato fra le macerie del World Trade Center per cercare i sopravvissuti, o i robot esploratori inviati nella guerra in Afghganistan per perlustrare al posto dei soldati le grotte e gli ambienti a rischio. “Quando un robot muore non devi inviare una lettera a sua madre”, sottolinea Angle. “Così per ogni robot che esplode su una mina anti-uomo sappiamo di aver salvato una vita umana. È una missione più profonda di quella che abbiamo sempre considerato, che ci riempie di orgoglio e ci ripaga di tutti i sacrifici fatti finora”.

Dai laboratori di ricerca dell’unità dedicata alle applicazioni militari arrivano molte di quelle tecnologie che spesso si ritrovano nei prodotti di largo consumo. Non si tratta necessariamente di applicazioni sviluppate per il fronte, ma di soluzioni per la sicurezza e la protezione dal rischio, compreso quello ambientale. Ne è un esempio Seaglider, un pesce-robot che ha nuotato per mesi nel Golfo del Messico con un’unica carica di batteria, registrando tutti i dati sensibili relativi alla qualità delle acque contaminate.

Se tutto questo vi sembra fantascientifico, sappiate che le vere applicazioni ai confini con la realtà sono quelle che iRobot nasconde dietro all’etichetta di prototipi. Il Blob-robot è forse l’esempio più illuminante di quello che la società ha in serbo per il nostro futuro più remoto: una sorta di ammasso gelatinoso capace di espandersi e ritrarsi in modo da adattarsi plasticamente a tutte le superfici. “Un giorno i robot riusciranno a passare sotto le porte o negli spazi impossibili, proprio come facevano i T1000 in Terminator 2“, promette Colin Angle. Gli crediamo. E anche se ciò non dovesse accadere gli saremo comunque grati. Per averci regalato molte ore che in altri tempi avremmo dedicato a noiosissime faccende domestiche.

Commenti

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Il 4 Novembre 2010 alle 16:04 mm_1980 ha scritto:

ho seguito i progressi della irobot di questi ultimi anni, e devo dire che hanno compiuto passi da gigante anche nel campo della domotica!

se roomba è davvero solo l’inizio sono curioso di vedere cos’altro sforneranno in futuro……. :)

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