Fable III: come unire combattimenti, rivoluzioni e matrimoni gay

Un'immagine del gioco

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Della serie Fable, creata dalla star dei videogame Peter Molyneux e dai suoi Lionhead Studios, non si può certo dire che manchi di ambizione. Anche troppa, visto che finora le attese non sono mai state pienamente soddisfatte.

Non fa eccezione Fable III, gioco di ruolo fantasy per Xbox 360 appena uscito nei negozi. Non si limita a seguire le peripezie dell’eroe fino a quando diventa leader della rivoluzione contro il re tiranno di Albion per poi sostituirlo sul trono – un punto dove di solito gli altri piazzerebbero un bel The End. No, Fable III va oltre, ti mette la corona in testa e ti pone alla guida del regno. Sarai un sovrano saggio o crudele?

Una prospettiva grandiosa, insomma, così vasta che per farla funzionare tutta sarebbe servito ben più di un miracolo. E infatti Fable III paga dazio con un discreto carico di difetti e scelte di design poco felici: tra gli altri, bug grafici, scarso coinvolgimento emotivo con gli altri personaggi, una certa ripetitività, e un gran finale forte ma forse più efficace in teoria che nella pratica. Rispetto al capitolo II gli sviluppatori hanno inoltre semplificato praticamente tutto, una decisione che da una parte rende accessibile l’avventura a chi non mastica giochi di ruolo “seri”, dall’altra ne sminuisce la profondità.

Nel suo insieme a tratti un po’ sgangherato, però, Fable III è un gioco che conquista e diverte come pochi negli ultimi mesi: ha carisma, humour in abbondanza e molte trovate strabilianti. I combattimenti sono semplici ma piacevoli, si gioca anche in due con un amico, e l’aspetto e le armi dell’eroe cambiano nel tempo a seconda del suo comportamento (fai la carità ai mendicanti, o ti diverti a trafiggerli?). E il mondo fantasy di Albion ha un fascino raro, frutto di una direzione artistica d’eccezione.

In più, oltre alla trama principale da seguire, esistono (come già nel capitolo II) numerose attività di companatico che finiscono per rubare ore e ore. Si possono per esempio comprare case, ristrutturarle e affittarle, o investire in attività commerciali per accumulare capitale. Da palazzinaro a re, insomma, tutto in unico gioco.

Dulcis in fundo, Fable III non si fa mancare nemmeno le parentesi rosa. L’eroe può sedurre donne o uomini (o entrambi, massima libertà), sposarsi e sfornare prole. E oltre al matrimonio tradizionale sono consentite anche le unioni omosessuali, con tanto di adozione di figli. La società immaginaria di Albion, insomma, si mostra in certi casi ben più civile e avanzata di molte democrazie del mondo reale.

Commenti

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Il 6 Dicembre 2010 alle 4:56 Con Cataclysm, World of Warcraft cambia per sempre | Portale delle scienze ha scritto:

[...] decidessero di sperimentarla nei loro giochi: Liberty City di Grand Theft Auto IV, Albion di Fable III, la Roma di Assassin’s Creed: Brotherhood (prendendosi qualche libertà dalla Storia [...]

Il 11 Dicembre 2010 alle 5:41 Videogiochi: i migliori del 2010 per gli acquisti di Natale | Portale delle scienze ha scritto:

[...] e disturbante, sperimenta un ibrido tra videogame e cinema mai visto prima. Mettiamo qui anche Fable III, che è un mix strano, un po’ sgangherato e irresistibile (ma sono gusti) tra action, RPG, [...]

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