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Federico Carozzi e l'Assessore Marina Lazzati consegnano il notebook alla Dirigente scolastica dell'Iti “Marie Curie”, Maria Leonardi
Esplorare il corpo umano e l’universo con un proiettore 3D, condividere lo svolgimento di un’equazione su una lavagna interattiva, usare i computer portatili per lavori di gruppo o progetti di insegnamento personalizzato, gestire l’intera aula con un software: sono solo alcune delle tante possibilità offerte dalle nuove tecnologie per il futuro delle scuole italiane. Uno scenario che per quattro istituti lombardi è già a portata di mano, anzi di mouse, grazie a un progetto sperimentale voluto da Acer in collaborazione con la Provincia di Milano.
Sono l’Istituto Tecnico Industriale “Marie Curie” e l’Istituto Tecnico Commerciale Piero Sraffadi Milano, l’Itis A. Bernocchi di Legnano e l’Itis S. Cannizzaro di Rho, quattro realtà dell’area milanese che si sono segnalate per una serie di progetti sull’uso delle tecnologie a scuola con particolare attenzione sull’utilizzo dei notebook e dei netbook come alternativa ai tradizionali libri di testo.
Questi progetti entrano ora nella loro fase di attuazione, coinvolgendo oltre 100 studenti (quattro classi per istituto) e 25 professori, come spiega l’Assessore all’Istruzione ed Edilizia scolastica, Marina Lazzati: “L’iniziativa si prefigge di individuare e testare nuove tecnologie informatiche per integrare gli strumenti di insegnamento e migliorare l’apprendimento dei ragazzi. In questo modo, la scuola riesce ad assolvere ad uno dei suoi compiti più importanti: formare e al contempo integrare il percorso didattico con le opportunità tecnologiche moderne al fine di indirizzarne l’uso da parte dei giovani in modo corretto e responsabile”.
Chiarisce Federico Carozzi, Emea Educational Business Sales Manager di Acer, partner tecnologico dell’iniziativa. “L’obiettivo è di sperimentare un nuovo modo di fare didattica attraverso l’uso della tecnologia: il netbook in classe, oltre ad assicurare un modo stimolante e coinvolgente di fare lezione, garantisce un risparmio economico e un minore disagio nel trasporto. Il costo e il volume dei libri di testo non sono, infatti, nemmeno paragonabili con quelli di un computer di questo tipo. Così come l’estrema versatilità”.
Non si tratta – è bene sottolinearlo – di un modo per educare le nuove leve all’uso del computer. Per Acer la missione è decisamente più ambiziosa e comprende la possibilità di portare nelle classi soluzioni totalmente integrate fra loro che sappiano facilitare lo scambio dell’informazione fra docenti e studenti: netbook, appunto, ma anche PC, lavagne interrattive, proiettori.
C’è pure quello che è stato già ribattezzato Classroom Manager, un software che permette agli insegnanti di svolgere le lezioni interagendo con gli studenti in maniera individuale, per gruppi o con l’intera classe. Il tutto senza perdere di vista il controllo sui singoli PC dell’aula. Significa che un insegnante, se lo ritiene opportuno, può oscurare gli schermi o bloccare mouse e tastiere dei propri studenti durante le lezioni. Una sorta di punizione 2.0 nell’era della scuola informatizzata.
- Mercoledì 15 Dicembre 2010
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