Caso Lush: gli attacchi degli hacker possono distruggere l’e-commerce?

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Leggo che il sito di Lush, uno dei più importanti produttori di cosmetici del mondo, è stato vittima nel Regno Unito di un clamoroso attacco da parte degli hacker: “Dal 4 ottobre al 20 gennaio il nostro sito è stato vittima di hacker”, si legge sulla pagina Web del produttore, che invita i propri clienti a contattare le proprie banche per verificare se i dati delle carte di credito sono stati compromessi.

È una notizia che investe non solo la società britannica ma l’intero fronte dell’e-commerce, sicuramente fra i più esposti alle minacce informatiche insieme alla pornografia online, all’home banking e ai social network.

Personalmente mi sento di gettare un po’ di acqua sul fuoco: gli acquisti online sono sicuri tanto quanto quelli effettuati nei negozi tradizionali. Specie quando si utilizzano alcune misure precauzionali : è il caso dei sistemi di pagamento Web (come PayPal) o delle carte prepagate (meglio ancora se virtuali).

Va detto però che in casi come quello di Lush le azioni di frode possono avere conseguenze piuttosto disastrose: vista la natura centralizzata dei punti vendita online il numero di clienti colpiti è decisamente superiore rispetto a quello dei negozi tradizionali. Rik Ferguson, Senior Security Advisor di Trend Micro, società che opera nel settore della sicurezza informatica, avverte: “Il rischio che i criminali utilizzino dati di carte di credito sottratti non è più una semplice possibilità bensì una realtà concreta”.

È un monito diretto soprattutto alle aziende, obbligate, pena la loro stessa sopravvivenza sul Web, ad adottare policy severissime per scongiurare tutti i rischi di eventuali attacchi degli hacker (in questo post dello stesso Ferguson una serie di suggerimenti per chi effettua transazioni online).

Chi conosce le dinamiche del commercio elettronico, del resto, sa bene che è difficile – se non impossibile - che un utente torni su un sito nel quale ha avuto un’esperienza negativa.

In questo senso va senz’altro apprezzato il coraggio di Lush che anziché nascondere i cocci della breccia sotto il tappeto ha scelto la strada della trasparenza, comunicando apertamente l’accaduto e arrivando addirittura a bloccare il servizio.

Da applausi, poi, l’invito rivolto agli autori della violazione: “I vostri talenti sono formidabili. Vorremmo offrirvi un lavoro, se non fosse per il fatto che i vostri principi morali non sono chiaramente compatibili con i nostri o quelli dei nostri clienti”.

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Il 26 Gennaio 2011 alle 1:43 Tweets that mention Caso Lush: gli attacchi degli hacker possono distruggere l’e-commerce? - Hitech e Scienza - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:

[...] This post was mentioned on Twitter by Medifocus, Riviste Italiane. Riviste Italiane said: Rivista: Caso Lush: gli attacchi degli hacker possono distruggere l’e-commerce? http://ow.ly/1b1GrN [...]

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