- Tags: alimentazione, depressione, dieta, grassi, salute
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Ce li hanno sempre consigliati perché prevengono le malattie cardiovascolari, ma oggi agli acidi grassi Omega-3 possiamo attribuire con una certa dose di sicurezza anche una nuova dote: tengono a bada la depressione.
Uno studio effettuato sui topi dall’Istituto di neurobiologia dell’Inserm di Marsiglia, i cui risultati sono appena stati pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience, mette più precisamente in relazione la carenza di questi grassi buoni nella dieta con il rischio di sviluppare ansia e depressione.
I ricercatori francesi hanno studiato cavie nate da madri alimentate con una dieta povera di Omega-3 e svezzate con la stessa dieta. Questi topolini hanno mostrato comportamenti indicativi di ansia e depressione. I topi presentavano inoltre ridotta plasticità neurale nella corteccia prefrontale e a livello del nucleus accumbens, due aree legate a disturbi dell’umore.
Paradossalmente è proprio nella dieta tipica dei paesi ricchi, composta spesso di cibi molto grassi e calorici, che manca il giusto apporto di questi acidi grassi così preziosi. Gli obesi sarebbero insomma malnutriti, perché non introdurrebbero nella loro dieta una dose sufficiente di nutrienti essenziali come gli Omega-3, il che comporterebbe appunto anche disturbi al tono dell’umore.
Se la malnutrizione comincia quando il bambino è ancora nella pancia della mamma e si protrae nel corso della vita, le funzioni sinaptiche delle aree del cervello che presiedono all’umore possono esserne negativamente influenzate.
Cosa dobbiamo mangiare per prevenire questo fenomeno? Tutti i pesci, e in particolare salmone, acciughe, sardine, tonno e crostacei, sono ricchi di Omega-3. Per sperimentarne i benefici, a livello di salute, bisognerebbe mangiarli almeno due volte a settimana. Sono ricchi di Omega-3 anche gli olii vegetali (di oliva e di arachidi, per esempio) e la frutta secca.
Ma se consumare cibi ad alto contenuto di acidi grassi polinsaturi, come gli Omega-3 appunto, può essere un toccasana per la salute anche mentale, è altrettanto vero, lo dimostra un’altra recente ricerca, che il consumo eccessivo degli altri grassi, trans e saturi, quelli che fanno innalzare il colesterolo cattivo, è associato a un rischio di sviluppare depressione del 48 per cento più alto del normale. Perciò addio hamburger, benvenuto sushi.
- Lunedì 31 Gennaio 2011

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