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- Un commento

Sembra proprio che Twitter sia diventato l’oggetto dei desideri dei big della Silicon Valley. Nulla che faccia pensare a una vendita in tempi brevi, intendiamoci, ma il Wall Street Journal ci informa che in questi mesi i responsabili di Google e Facebook hanno bussato alla porta di Dick Costolo e soci per capire se esiste lo spazio per una trattativa.
E non ci sono solo chiacchiere, a quanto pare, ma anche qualche prima offerta concreta, stimabile fra gli 8 e i 10 miliardi di dollari.
Cifre enormi, considerato che Twitter ha appena iniziato a generare profitto, e comunque non sufficienti a soddisfare le aspettative (e le tasche) dei padroni della piattaforma. I quali – precisa l’autorevole testata americana – sono convinti di poter raggiungere i 100 miliardi di dollari di quotazione camminando con le loro gambe.
Per il momento non se ne fa nulla, dunque. Twitter ringrazia tutti per l’interessamento ma va avanti a cinguettare da sola. E poco importa se gli incassi non sono ancora a nove zeri, il trend di crescita è più che confortante: 45 milioni di dollari nel 2010, 150 (stimati) nel 2011, 250 per il 2012.
Google e Facebook, giusto per citare due aziende a caso, all’inizio della loro storia hanno fatto di meglio ma non sono così distanti: 86 millioni di dollari nel 2001, 440 milioni nel 2002, e 1.4 miliardi nel 2003 per Google, 275 milioni nel 2008, 635 milioni nel 2009 e circa 2 miliardi nel 2010 per Facebook.
E poi c’è un precedente che pesa come un macigno. Che guarda caso è proprio quello di Facebook, che nel 2006 rifiutò l’incredibile offerta di 1 miliardo di dollari di Yahoo. Probabilmente la migliore decisione mai presa da Mark Zuckerberg nella sua luminosa carriera.
D’accordo. Posto che quando si parla di Web sociale il confine fra valutazione e speculazione è molto sottile ci chiediamo però: a chi serve davvero Twitter?
Facebook è sicuramente ingolosita dalla possibilità di avere la supremazia sulla quasi totalità dello spazio social.
Ma è Google ad avere più interesse a fare l’affare, sia perché ha bisogno come il pane di un servizio sociale all’altezza del suo nome (soprattutto dopo il fallimento del progetto Wave), sia per lo scenario che verrebbe a crearsi sul piano dell’integrazione con il suo motore di ricerca. I contenuti di Twitter – lo abbiamo già detto in altre occasioni – stanno diventando più importanti delle persone. E tutto il settore del search ne è pienamente consapevole.
In questo senso non mi stupirei se oltre all’offerta di Facebook e di Google arrivasse anche quella di Microsoft. Ammesso che non sia già arrivata.
- Giovedì 10 Febbraio 2011
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Il 10 Febbraio 2011 alle 20:39 Tweets that mention Twitter: tutti la vogliono ma nessuno la prende (per ora) - Hitech e Scienza - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:
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