Quando i test genetici scoprono l’incesto

Dna (Foto: Flickr)

Dna (Foto: Flickr)

Mappare il codice genetico di una persona per spiegare le cause di un ritardo nello sviluppo mentale è oggi possibile. E i ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas, proprio svolgendo questi test hanno fatto emergere che in diversi casi analizzati chi aveva un difetto genetico era nato da un incesto.

“Le disabilità“, si legge nell’introduzione del rapporto appena pubblicato sulla rivista Lancet, “sono risaputamente frequenti nei bambini nati da genitori incestuosi”, cioè da due persone che hanno tra loro un legame di sangue.

Un test basato sul polimorfismo a singolo nucleotide (SNP) consente di individuare le variazioni presenti in una porzione del codice genetico della persona. Si cercano copie in eccesso o mancanti di un gene, che possano spiegare la presenza di malattie. Ma questo test può mostrare anche ampie porzioni di Dna identiche tra loro che sono la spia che i genitori del bambino potrebbero essere consanguinei.

Di solito un bambino riceve più o meno metà del proprio patrimonio genetico dalla madre e metà dal padre. Questa caratteristica prende il nome di eterozigosi. In caso di incesto spiegano gli autori, membri della stessa famiglia che già condividono gran parte del codice genetico contribuiscono entrambi al codice genetico del bambino. Questo comporta che il codice genetico del figlio nato da un incesto contenga grossi pezzi di Dna in cui i geni ereditati dai genitori sono identici.

In diversi bambini, segnalati al Baylor College per ritardi mentali o dello svilippo o per anomalie congenite multiple, sono state individuate proprio queste aree di “assenza di eterozigosi“, come la chiamano gli studiosi, che a volte rappresentano fino a un quarto dell’intero genoma. Più ampia è la regione di omogeneità più è probabile che il bambino sia figlio di parenti di primo grado (per esempio padre e figlia o fratello e sorella).

Quello che un tempo per i medici poteva essere un sospetto, quindi, oggi diventa una certezza grazie a test medici come quelli svolti nel centro di Houston. Ma cosa deve fare il medico che sospetti possibili abusi sessuali sulla madre del bambino da parte di parenti prossimi? E’ proprio quello che gli autori del rapporto vorrebbero che fosse stabilito attraverso una serie di linee guida.

“Nei casi in cui la madre sia minorenne“, si legge nell’articolo pubblicato da Arthur Beaudet, professore di genetica molecolare del Baylor College, “i dottori che scoprono un probabile incesto potrebbero essere legalmente costretti ad avvertire i servizi sociali e, potenzialmente, la polizia”. Diverso è se la madre del bambino sia maggiorenne: in quel caso per intervenire bisognerebbe prima stabilire se l’abuso da parte del padre o del fratello, è avvenuto quando la ragazza era ancora minorenne.

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Il 11 Febbraio 2011 alle 16:41 Tweets that mention Quando i test genetici scoprono l’incesto - Hitech e Scienza - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:

[...] This post was mentioned on Twitter by Medifocus, Alaa Reda. Alaa Reda said: Quando i test genetici scoprono l’incesto: Un gruppo di ricercatori americani ha individuato diversi casi di bam… http://bit.ly/eqwgfe [...]

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