Alle 6 locali di stamani (le 22 di ieri in Italia) un’esplosione ha colpito un altro reattore, il n.2, e ha danneggiato la vasca di condensazione colpendo questa volta il contenitore del nocciolo, che deve impedire le fughe radioattive in caso di incidente.
Una nuova esplosione, dopo quella di sabato scorso al reattore n.1, si era verificata ieri nel reattore n.3 della centrale di Fukushima, 240 chilometri a nord di Tokyo, nel cuore della zona colpita dallo tsunami. Undici persone sono rimaste ferite. Due, un soldato delle forze di autodifesa e un tecnico, sono stati investiti dalle radiazioni e sono in condizioni gravi.
Nel reattore colpito dall’esplosione e in altri due del complesso nucleare, l’acqua del sistema di raffreddamento si è bruscamente abbassata lasciando le barre di combustibile parzialmente scoperte. La Tepco, la società che gestisce l’impianto, non ha escluso una parziale fusione delle barre.
E se finora il mantra ripetuto ossessivamente da tutti, tecnici e responsabili della Tepco e rappresentanti del governo giapponese, era che non si profilava per il Giappone un rischio Chernobyl, adesso la versione ufficiale comincia a cambiare. La scala Ines dell’incidente è salita da 4 a 6, avvicinandosi di molto al massimo, scala 7, che era la classificazione proprio dell’incidente di Chernobyl.
“Contrariamente a quanto accaduto finora, non vi è più dubbio che i livelli raggiunti possono danneggiare la salute: abbiamo registrato un livello di 30 millisieverts tra i reattori due e tre, 400 mSv al reattore tre e 100 mSv al reattore quattro”. a fare il punto è il portavoce del governo, Yukio Edano, per poi rendere noto un lieve abbassamento dei valori che farebbe ben sperare.
Una dose di 100 mSv è sufficiente ad aumentare i rischi di tumore, mentre un sievert viene già considerato come contaminazione e comporta il ricovero in ospedale; l’esposizione alle radiazioni considerata normale è di circa un mSv all’anno.Un livello di radiazioni superiore al normale è stato rilevato anche nella prefettura giapponese di Ibaraki, situata tra quelle di Fukushima, dove so trova la centrale nucleare danneggiata dal sisma di venerdì scorso, e Tokyo: le autorità della capitale hanno reso noto che questa mattina il livello aveva superato la soglia normale pur senza costituire alcun rischio per al salute, riattestandosi successivamente su livelli molto vicini a quelli usuali.
La situazione più grave resta quella della centrale stessa: l’Authority per la sicurezza nucleare francese (Asn) ha confermato la “fusione parziale” dei nuclei dei reattori uno, due e tre. Il livello delle radiazioni sul sito è “considerevolmente aumentato” e la popolazione entro un raggio di 30 chilometri dall’impianto è stata invitata a rimanere nelle proprie abitazioni con le finestre chiuse e l’aria condizionata spenta dal premier nipponico, Naoto Kan.
E’ poi un giallo quello che sta avvenendo al reattore 4 della stessa centrale, che era spento per lavori di manutenzione e che fin qui non aveva registrato problemi. Poprio qui è invece scoppiato un incendio causato, come nei reattori 1 e 3, dall’idrogeno. I tecnici inviati dalle forze armate statunitensi sembravano aver domato le fiamme. Lo annunciava con visibile sollievo la stessa Aiea, Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ma poche ore dopo si scopre che il problema è lungi dall’essere risolto e che l’acqua che raffredda il combustibile nucleare custodito nel bacino di stoccaggio del reattore 4 potrebbe essere in ebollizione. Se il livello dell’acqua si abbassa eccessivamente si farebbe concreto anche qui il rischio di fusione del nocciolo.
L’esplosione al reattore 2 intanto ha danneggiato il serbatoio di confinamento che risulta però ancora integro dato che i livelli di radiazione non hanno subito dei bruschi innalzamenti. La Tepco ha tuttavia ordinato lo sgombero del personale del reattore due, ad eccezione dei tecnici impegnati nelle operazioni di raffreddamento del nucleo. Un lieve aumento della temperatura è stato registrato anche nei reattori cinque e sei dell’impianto - fermi come il numero quattro per dei lavori di manutenzione - indice di un possibile problema ai sistemi di raffreddamento.
E un innalzamento del livello di radiazioni si è registrato nell’estremo oriente della Russia, pur restando entro valori considerati nella norma. Le autorità militari sono state comunque allertate nel caso si rendesse necessario evacuare la popolazione dall’isola di Sakhalin, la cui punta sud è visibile dall’estremo nord del Giappone.
- Martedì 15 Marzo 2011

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