Nuove scosse si terremoto in Giappone e nuovi scoppi nei reattori della centrale di Fukushima Daiichi non consentono di fare un bilancio definitivo del rischio nucleare. La situazione è in continua evoluzione, e al momento si sa che quattro dei sei reattori hanno subìto danni in seguito a esplosioni e incendi. Mentre si cerca di evitare una catastrofe peggiore, operazione resa difficile dal fatto che le radiazioni impediscono il volo di elicotteri dai quali si programmava di rovesciare acqua sui reattori per raffreddarli, si devono fare i conti con la radioattività già fuoriuscita dalla centrale.
In base alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le autorità giapponesi starebbero per il momento agendo in maniera corretta al fine di proteggere la popolazione della zona intorno alla centrale Fukushima dal rischio di esposizione alle radiazioni provocate dai danni ai reattori.
Le persone nel raggio di 20 km intorno al punto critico sono state fatte correttamente evacuare, a coloro che si trovano tra 20 e 30 km di distanza è stato detto di stare chiusi in casa, lavarsi spesso, non usare ventilazione per evitare di incamerare aria contaminata dall’esterno. Le persone che vivono ancora più lontane corrono un rischio di contaminazione molto minore.
Ma si può quantificare questo rischio? Dipende dall’esposizione alle radiazioni, che a sua volta dipende dalla quantità di radiazioni fuoriuscite dal reattore, dalle condizioni meteorologiche, dalla distanza dalla fonte e dal tempo di permanenza nella zona contaminata.
Tutti siamo quotidianamente esposti a basse dosi di radiazioni provenienti dalle fonti più diverse, alcune naturali, come i raggi cosmici o il materiale radioattivo presente nell’ambiente, altre artificiali, come nel caso dei raggi X.
L’unità di misura della radioattività è il Sievert (Sv). L’esposizione media di una persona è di circa 2-3 millisievert all’anno. Se la radiazione cui si è esposti supera una certa soglia può avere effetti immediatamente riscontrabili come arrossamenti della pelle, perdita di capelli, ustioni e sindrome da radiazione acuta. Questa si verifica in seguito a esposizione a dosi molto elevate di radiazione, superiori a 1 Sv, ovvero oltre 300 volte la dose annua media, e comprende una serie di sintomi che si fanno sempre più gravi man mano che l’esposizione aumenta e che per esposizioni molto elevate può condurre alla morte.
Quanto agli effetti a lungo termine, si sa che l’esposizione alle radiazioni può aumentare il rischio di tumori, come leucemia e cancro della tiroide, quest’ultimo più elevato nei bambini e nei giovanissimi.
Secondo la World Nuclear Association un’esposizione a 100 mSv l’anno è il livello più basso al quale si comincia a registrare un incremento del rischio di tumore. Un’esposizione cumulativa (nel corso dell’intera vita) a 1.000 mSv, cioè a 1 Siever, può causare la morte per cancro molti anni dopo nel 5 per cento delle persone esposte. Mentre invece l’esposizione a 1.000 mSv in una singola dose causa sintomi temporanei come nausea e diminuzione dei globuli bianchi, anche se non è immediatamente mortale.
I livelli di radiazione registrati intorno alla centrale, i base a quanto dichiarato dal portavoce del governo Yukio Edano, sono pari a 400 millisievert (mSv) l’ora: migliaia di volte più alte rispetto ai livelli registrati prima delle esplosioni e circa 20 volte la dose massima annua consentita per i lavoratori di questi impianti.
Nella capitale Tokyo, che si trova a 240 km di distanza dalla centrale di Fukushima, le radiazioni hanno toccato gli 0,890 microsievert, pari a meno di 0,001 millisievert. Una dose circa 20 volte maggiore del normale, ma non preoccupante: una lastra al torace implica un’esposizione molto maggiore, pari a 0,02 millisievert.
- Mercoledì 16 Marzo 2011

Fotofocus: l‘amore per la fotografia diventa un‘esperienza imperdibile


Tutto sul nuovissimo iPad 3
SCOTT-AMUNDSEN, UNA SFIDA D’ALTRI TEMPI
LE RISPOSTE DELLA PSICOLOGIA POSITIVA
STORIE DI ANIMALI
Fotocamere digitali: le nostre prove








Obesi: siamo sempre di più
Videogiochi: le news!

Animali: le foto più belle
Scienza: le buone notizie del 2011
Le foto più belle ogni settimana
Un anno di... Smartphone, videogiochi, social network...
Addio a Steve Jobs, lo speciale di Panorama.it
IL MEGLIO DEL 2011





Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.