
Che cos’è esattamente? E che differenza c’è tra i grassi ‘buoni’ e quelli ‘cattivi’? Facciamo un po’ di chiarezza su un argomento importante per la nostra salute.
Tempo fa, uno studioso siciliano sostenne che Monna Lisa, ritratta ne La Gioconda di Leonardo da Vinci, dovesse soffrire di colesterolo alto, portando come prove la forma delle mani e i rigonfiamenti sotto gli occhi. Purtroppo non è possibile confermare o confutare questa ipotesi, ma nel nostro caso, oggi, basta un’analisi del sangue per accertarci che i nostri valori di colesterolo siano nella norma.
Di questa sostanza sentiamo parlare spesso, e quasi sempre in termini negativi. Il colesterolo, però, una sostanza lipidica prodotta dal fegato e, in misura minore, assunta attraverso l’alimentazione, è essenziale per il nostro organismo perché svolge un ruolo fondamentale ad esempio nella creazione delle cellule, nella sintesi degli ormoni e nel metabolismo del calcio. Il colesterolo, dunque, è essenziale alla vita, tanto che il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo anche quando esso viene a mancare completamente nella dieta. Ad essere pericoloso per la nostra salute è l’eccesso di questa sostanza nel sangue, che può causare danni alle arterie e al cuore, fino a provocare infarti e ictus.
Grassi “buoni” o “cattivi”?
Per arrivare nei diversi punti dell’organismo, il colesterolo deve muoversi attraverso il sangue, ma per far questo deve unirsi ad alcune proteine che hanno appunto il compito di veicolare i grassi, formando le “lipoproteine”. Il cosiddetto “colesterolo cattivo” o “LDL” è veicolato dalle Low density lipoproteine (lipoproteine a bassa intensità) che lo prelevano dal fegato e lo portano verso le cellule che ne hanno bisogno. Le HDL (High density lipoproteine, lipoproteine ad alta densità, dette “colesterolo buono”) prelevano dalle cellule il colesterolo che hanno eventualmente ricevuto in eccesso per riportarlo al fegato che provvede a eliminarlo attraverso gli acidi biliari. Se le LDL sono in eccesso e le HDL invece hanno valori troppo bassi, il colesterolo finisce per depositarsi sulle pareti delle arterie, danneggiandole. L’importante quindi è tenere sotto controllo i valori di LDL e HDL nel sangue: la situazione ottimale vede il livello delle prime più basso di quello delle seconde.
Quali sono i livelli ottimali?
In linea generale, in una persona sana, il colesterolo totale (colesterolemia) dovrebbe essere inferiore a 200 mg/ml, mentre la frazione LDL non dovrebbe superare i 160 mg/ml. Questo limite va abbassato a 130 mg/ml per le persone che presentino qualche fattore di rischio, ad esempio fumo, ipertensione, storia familiare di patologie cardiache, e addirittura a 100 mg/ml quando la persona soffre già di una patologia cardiaca. Il colesterolo HDL, invece deve essere superiore a 40 mg/ ml. È importante soprattutto considerare i valori insieme: il rapporto fra il colesterolo totale e la frazione HDL dovrebbe essere inferiore a 5 per gli uomini e a 4,5 per le donne. Nel caso di dubbi, comunque, è bene consultare il proprio medico.
E i trigliceridi?
Questi lipidi sono, insieme al colesterolo, l’altra forma di grasso circolante nel sangue, li ingeriamo con l’alimentazione e sono un’importante fonte di energia. È bene però tenere sotto controllo anche il loro livello: se supera il valore di 165 mg per dl è bene correre ai ripari per evitare, alla lunga, di incorrere in malattie cardiache, diabete e obesità.
I primi controlli
In genere, se non si hanno particolari problemi di salute e si conduce uno stile di vita sano, i primi controlli del livello di colesterolo vanno fatti intorno ai trentacinque-quarant’anni e vanno ripetuti circa ogni due anni. Se però si ha alle spalle una storia familiare di ipercolesterolemia si dovrebbe tenere sotto controllo il proprio sangue fin dai vent’anni: se genitori o fratelli hanno il colesterolo alto, non è detto che l’avremo anche noi, ma il fattore ereditario rende senza dubbio più predisposti. Insieme ai livelli di questi lipidi, poi, dovremo controllare anche la pressione arteriosa – se è alta è senza dubbio un fattore di rischio – e considerare le nostre abitudini: il fumo, uno stile di vita sedentario e una dieta ricca di grassi e povera di frutta e verdura fanno aumentare le nostre probabilità di avere il colesterolo alto.
Che cosa fare?
L’attività fisica è importantissima nella gestione del colesterolo, unita una dieta sana, leggera e variata, che non elimini nessun cibo ma riduca quelli più grassi e calorici al minimo. Per eliminare un sostanziale fattore di rischio, poi, il consiglio è quello di smettere di fumare.
- Venerdì 1 Aprile 2011
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