Tutto quello che non vi hanno detto sul Nexus S (ve lo diciamo noi)

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Se siete arrivati fin qui, probabilmente saprete già tutto sul nuovo Samsung Nexus S. Saprete ad esempio che è il secondo modello marchiato Google dopo lo sfortunato Nexus One, che è il primo smartphone in assoluto a montare di serie la nuova versione di Android (la 2.3, Gingerbread) e probabilmente vi sarete già informati sui prezzi: 549 euro o 29 euro al mese per 24 mesi (traffico internet incluso) con l’abbonamento Più Smart con Vodafone. A questo punto non vi resta che capire come si comporta davvero il nuovo google-fonino nell’utilizzo di tutti i giorni. Proveremo a spiegarvelo noi in poche parole.

Anche l’occhio vuole la sua parte

Siccome da qualche anno il cellulare è diventato anche un oggetto di costume, allora sappiate che il Nexus S è fra le altre cose bello a vedersi. Sarà quella linea leggermente ricurva (un escamotage, ci dicono, per aumentare il confort durante le chiamate), sarà che il formato da 4 pollici è quello più azzeccato per chi cerca un compromesso fra dimensioni e leggibilità, ma il google-fonino di Samsung fa un figurone anche a schermo spento. Insomma se la vostra principale preoccupazione è quella di non sfigurare di fronte al collega con l’iPhone, state tranquilli: col Nexus S siete in una botte di ferro.

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Provate a prenderlo

D’accordo, non avrà un processore dual-core ma sul piano della velocità il Nexus S ha davvero pochi rivali. Lo dicono anche quei recensori un po’ secchioni che si divertono a fare le prove comparative. Se non vi fidate nemmeno di loro allora provate voi stessi: fatevi prestare un Nexus S dal vostro collega e aprite cinque applicazioni contemporaneamente, compreso un filmato caricato da You Tube. Notate qualche rallentamento?

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Non è un Android qualunque

Non data retta a chi vi dice che le differenze fra la nuova versione di Android 2.3 e quella “vecchia” si limitano a qualche intervento cosmetico. Gingerbread rappresenta un bel passo in avanti. Sia in termini di fluidità che di funzionalità. Siccome dell’NFC e dei pagamenti di prossimità sapete già tutto, vi lasciamo a questo video in cui un ragazzotto con il camice di Android vi spiega tutte le novità della nuova tastiera virtuale.

Display brillante, anche senza il Super-Amoled

Il display del Nexus S italiano è diverso da quello americano, ce lo dicono le specifiche tecniche. Chi compra un Nexus S negli States, in sostanza, potrà vantarsi di avere uno schermo Super Amoled, anziché un semplice Super Crystal Lcd. Ammesso che a qualcuno interessi l’argomento, visto che nella realtà le differenze sono praticamente impercettibili.

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Fotocamera vampira?

Le foto realizzate con il Nexus S sono nella media; significa che nella stessa fascia di prezzo ci sono cellulari che sanno fare di meglio e altri che se la cavano peggio. Il discorso cambia al calar della luce; è proprio in queste condizioni, paradossalmente,  che lo smartphone di Samsung sembra farsi apprezzare rispetto alla concorrenza. Con o senza luce, invece, resteranno un po’ delusi gli amanti dei video in HD; il Nexus S - purtroppo - non riesce ad andare oltre il formato 720 x 480.

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La carica per affrontare la giornata

Non aspettatevi miracoli dalla batteria. L’unità da 1500 MAh fa quello che può, ma l’obiettivo è quello di ogni buon telefono full-touch: riuscire ad arrivare a fine giornata senza bisogno di ricarica. Per riuscirci valgono i consigli di sempre: limitate l’uso del Gps e di tutte quelle applicazioni che “ciucciano” energia.

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Memoria a termine

Se l’idea di avere una memoria limitata vi crea problemi sappiate che il Nexus S non è dotato di slot per l’inserimento di memorie aggiuntive. Certo che per riempire i 16 giga di memoria interna bisogna proprio mettersi d’impegno…

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In conclusione

A confronto del nuovo Nexus S, il vecchio Nexus One sembra un telefono di mezzo secolo fa. La dimostrazione concreta che nel mercato degli smartphone un anno può essere un’eternità. Conviene allora aspettare il Nexus del 2012? Può darsi, l’impressione comunque è che il Nexus S sia uno di quei modelli – come l’iPhone 3GS o l’HTC Desire - ben attrezzato per resistere nel tempo.

Commenti

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Il 31 Maggio 2011 alle 0:26 Google Wallet cambierà davvero il nostro modo di pagare? | Portale delle scienze ha scritto:

[...] punti vendita) e negli smartphone (al momento c’è solo un cellulare attrezzato a dovere, il Nexus S) 2. La sicurezza dell’architettura 3. La disponibilità degli utenti ad abbandonare la buona e [...]

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