Sony, dopo il danno la beffa

(Credits: AP Photo/Shizuo Kambayashi)

Kazuo Hirai, presidente della Sony Computer Entertainment (Credits: AP Photo/Shizuo Kambayashi)

Qualche settimana fa, sulle pagine di questo blog, ci chiedevamo in che modo Sony avrebbe risolto il pasticcio del Playstation Network. Ebbene, a distanza di quasi un mese dal black-out che ha spento il servizio di community e supporto on-line per la PlayStation 3 e PlayStation Portable la domanda resta ancora senza una risposta.

Non sono bastate le rassicurazioni del presidentissimo Kazuo Hirai, il ripristino del servizio, né il cosiddetto welcome-back, ovvero l’offerta con tanto di giochi omaggio con la quale Sony ha voluto in un certo senso ricompensare i suoi utenti  dopo il disservizio. Il colosso giapponese non riesce infatti a togliersi dallo scacco degli hacker.

A quanto pare, infatti, un accesso illecito ai server di una controllata giapponese, la So-net (un Internet provider che conta in Giappone oltre 4 milioni di abbonati) avrebbe infatti causato il furto dei codici omaggio per l’acquisto di prodotti per il PlayStation Store e l’intrusione in un centinaio di caselle di posta elettronica. Come se non bastasse, i server del sito tailandese della società sarebbero stati violati da un attacco di phishing.

Nel complesso si tratta di un danno che non è minimamente paragonabile a quello che lo scorso mese ha compromesso i dati confindenziali di circa 100 milioni di utenti, ma non è comunque una buona notizia.

Kazuo Hirai si difende dicendo che nessun sistema è sicuro al 100% e che è necessario un costante monitoraggio degli apparati di sicurezza. Ci mancherebbe. Nel frattempo, però. la fiducia degli utenti continua a calare di giorno in giorno.

L’impressione è che più che qualche gioco in omaggio Sony debba rivedere in modo profondo la sua politica sulla sicurezza. Perché in gioco ora c’è qualcosa di molto più pesante: la sua immagine.

Commenti

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Il 7 Giugno 2011 alle 1:05 Anche Nintendo colpita (ma non affondata) dagli hacker | Portale delle scienze ha scritto:

[...] si diverte a mettere sotto scacco la sicurezza informatica delle multinazionali del gaming. Così dopo Sony, anche Nintendo finisce nel mirino degli hacker: lo rivela il Wall Street Journal, precisando però [...]

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