Finora avrebbe contagiato 2.000 persone e ne ha uccise 18, di cui 17 in Germania e 1 in Svezia. Per l’Oms la variante di Escherichia coli (un batterio che vive nell’intestino di uomini e animali) “non è mai stata vista prima in un focolaio di infezione”. Si tratterebbe di un nuovo ceppo, individuato col nome O104:H4 “altamente infettivo e tossico” e resistente “ad alcuni tipi di antibiotici”.
L’origine
In un primo momento la colpa del contagio era stata data ai cetrioli spagnoli. Il dito è stato puntato sulla Spagna in modo “frettoloso e irresponsabile” secondo il premier Zapatero che adesso accusa la Germania e chiede il risarcimento per i danni subiti dai suoi agricoltori. In realtà la vera fonte del batterio killer resta sostanzialmente sconosciuta. Non sapendo bene che fare, un tedesco su due - secondo un sondaggio Forsa - non consuma più cetrioli, pomodori e insalata. Ma c’è chi sconsiglia anche latte crudo e derivati. Nel mirino dei ricercatori, oltre alla verdura, finiscono carne di manzo, fragole, e wurstel.
Il contagio
La stima dei contagiati, che secono il giornale Bild sarebbero 2.000, per l’istituto sanitario Robert Koch ha superato il migliaio di casi sparpagliati per l’Europa: la stragrande maggioranza in Germania, parecchi in Svezia e Danimarca, ma qualcuno anche in Gran Bretagna, Francia, Olanda, Austria. L’epicentro dell’infezione resta il Nord della Germania: nell’ospedale di Amburgo, la città più colpita, si contano 102 pazienti affetti dalla sindrome emolitico-uremica (Seu), fra loro 27 bambini e 5 donne incinte.
I sintomi
Il batterio si propaga con l’ingestione di alimenti contagiati e provoca diarea, anche con sangue e dolori addominali. La complicazione più grave è la sindrome emolitica-uremica che comporta un’insufficienza renale acuta che deve essere trattata in ospedale con dialisi e può condurre alla morte.
La trasmissione
Il tempo di incubazione e trasmissione varia da 7 a 15 giorni. La trasmissione del batterio può avvenire sia mangiando alimenti contaminati sia da persona contagiata, ma non basta una stretta di mano.
La prevenzione
In Italia non sono ancora stati registrati casi di contagio, ma sono in molti a domandarsi come si può prevenirlo. Per gli esperti sarebbero sufficienti alcune elementari norme igieniche.
- Lavarsi le mani prima di mangiare o quando si toccano gli alimenti e sempre dopo essere stati in bagno.
- Cambiare spesso gli asciugamani.
- Evitare di consumare carne e altri alimenti crudi.
- Evitare alimenti “a rischio” soprattutto con il caldo estivo, cioè facilmente deperibili come creme e cibi a base di uova, come l’insalata russa.
- Lavare bene la verdura e sbucciare la frutta.
- Usare coltelli separati per la carne cruda e quella cotta, e per la verdura prima e dopo la cottura.
- Cuocere bene la carne sia rossa sia bianca.
Le critiche
Dall’America arrivano le prime critiche degli esperti statunitensi all’approccio europeo al batterio killer. Secondo Phillip Tarr, docente di pediatria alla Washington University, prima di tutto i pazienti colpiti non dovrebbero essere trattati con antibiotici. “Gli antibiotici somministrati in caso di ceppo resistente servono solo a dare a quel batterio un vantaggio competitivo rispetto agli altri batteri intestinali che reagiscono ai farmaci, il risultato è che l’ambiente è ancora più favorevole all’infezione”. I pazienti che soffrono di diarree emorragiche dovrebbero essere ricoverati in isolamento e sottoposti in primo luogo alla somministrazione intravenosa di fluidi.
Le esportazioni
La Russia ha posto un embargo all’importazione di verdure fresche dall’Unione europea. Per sollevarlo chiede che “le strutture competenti” in Germania o nell’Unione Europea confermino le cause dell’epidemia oltre a stabilire come quest’ultima si è propagata e attraverso quali alimenti. Mosca chiede inoltre agli europei di provare che la situazione è sotto controllo e di pubblicare una lista delle misure prese per bloccare la diffusione dell’epidemia. I vertici della Ue, che hanno chiesto alla Russia di rivedere il provvedimento, sono molto preoccupati dal momento che la Russia è il primo mercato per l’export orto-frutticolo europeo, un mercato che vale fra i 3 ed i 4 miliardi di euro all’anno.
- Venerdì 3 Giugno 2011

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Commenti
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Il 8 Giugno 2011 alle 1:14 gratis ha scritto:
A nessuno è venuto in mente che potrebbe essere un attentato terroristico o una risposta a una delle tante guerre in corso in Medio Oriente?
Non esistono solo gli esplosivi per fare attentati o per fare le guerre e un arma del genere è facilmente esportabile senza che nessuno se ne avveda, e utilizzabile senza nemmeno correre rischi d’essere scoperti.
I biologi dicono che è una forma mutante nuova mai vista, pensare che sia cosa naturale invece che creata in laboratorio mi sembra un pò troppo ottimista da parte delle vare autorità nazionali.
Potrebbe esserci la volontà di non far sapere niente alle popolazioni per non farsi pressare su eventuali guerre, o creare situazioni di allarme contro etnie particolari che sono da noi.
Orami non è più possibile pensare che tutto va ben signora la marchesa e che in fin dei conti siamo al sicuro, cosa assolutamente non vera e dimostrata fin da 11 settembre 2001.
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