Duecento milioni di dispositivi mobili con una mela stampigliata sul retro (di cui 25 milioni di iPad), 14 miliardi di download dal supermercato delle applicazioni App Store, 15 miliardi di canzoni scaricate da iTunes: con numeri del genere un sistema operativo non basta più. Serve qualcosa di più, magari capace di legare insieme tutti i pezzi di un ecosistema che cresce di anno in anno. Per Apple quel qualcosa si chiama iOS 5, ovvero l’ultimo aggiornamento della piattaforma software sulla quale gireranno gli iPhone, gli iPad e gli iPod (vecchi e nuovi) a partire dal prossimo autunno.
Un sistema operativo, certo, ma con un collante che promette di cambiare il nostro modo di muovere i dati – di qualsiasi natura – fra un dispositivo e l’altro. Parliamo di iCloud, ovvero del servizio che di fatto manda in pensione MobileMe e che permetterà agli utenti di sincronizzare in modo trasversale i contenuti presenti su qualsiasi device iOS (e in alcuni casi anche su Mac e PC). Il tutto – e qui sta la prima vera differenza rispetto al passato - in modo gratuito, almeno fino a un certo quantitativo di dati (5 giga, escluse foto, libri, applicazioni e musica).
“iCloud non è un semplice hard-disk sulle nuvole”, ha tenuto a precisare Steve Jobs nel corso della suapresentazione a San Francisco, ma un sistema capace di rendere disponibili i dati a prescindere da dove sono stati generati, sincronizzandoli in modo automatico.
Significa che ogni qual volta creeremo un nuovo contatto sulla rubrica del nostro iPhone potremo visualizzarlo immediatamente anche sul nostro iPad e su qualsiasi dispositivo dotato di iOS 5. E lo stesso varrà per le applicazioni, i libri, le foto, i documenti, le mail, i calendari. Una funzione che sarà utile non solo a chi ha più di un dispositivo Apple ma anche a chi ha l’incubo del back-up o a chi cambia spesso telefono e non vuole perdere troppo tempo nel trasloco dei propri dati.
Sulla nuvola di iCloud gli utenti Apple potranno ovviamente “depositare” anche la musica scaricata da iTunes in modo da poterla ascoltare da tutti i dispositivi iOS senza costi aggiuntivi. Pagando invece un abbonamento annuale di 24,99 dollari all’anno sarà possibile accedere ad iTunes match, il servizio (inizialmente disponibile solo negli Stati Uniti) che permetterà di rimpiazzare le tracce acquistate al di fuori di iTunes con quelle dell’immenso catalogo dello store di Apple (senza Drm e con qualità AAC da 256 kb).
Di fronte ad iCloud, il vero pezzo da novanta del nuovo sistema operativo, perdono quasi di importanza le altre novità di iOS 5, che eppure sono tante (circa 200) e significative: dalla possibilità di sincronizzare e aggiornare l’iPhone e l’iPad via wireless (senza bisogno cioè di collegare i dispositivi al PC attraverso il cavetto bianco) a Photostream (un sistema per l’archiviazione delle immagini molto simile a Flickr e Picasa), da iMessages (una sorta di clone del BlackBerry Messenger per inviare messaggi di testo sfruttando la connettività Web) a Newsstand, l’edicola di Apple che di fatto mutua il concetto già esplorato per i libri con iBooks.
Si potrebbe quasi dire che Apple abbia sfidato Google – ad oggi il rivale più temibile – sul suo terreno, quello dell’esperienza d’uso basata sulla nuvola del Web. Piazzando alcune stoccate vincenti, soprattutto sul piano dell’offerta musicale, che al momento appare più convincente di quella presentata qualche giorno fa da Mountain View. La partita è comunque apertissima, e non detto che fra i due litiganti non ci sia spazio per un terzo incomodo (Microsoft?) in grado di sparigliare le carte.
Per saperne di più vi rimandiamo all’approfondimento su Mytech.
- Martedì 7 Giugno 2011
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Il 23 Agosto 2011 alle 16:48 iPhone 5 in vendita da Ottobre, AT&TTecnologia in Movimento | Tecnologia in Movimento ha scritto:
[...] avvicendamento fra Qualcomm e Intel) mentre non ci sono dubbi sul sistema operativo: sarà iOS 5, la piattaforma presentata lo scorso mese di giugno e condivisa fra l’altro con l’iPad. [...]
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