Il consumatore premia i brand “mobili”

(Credits: Nokia)

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Il cellulare – pardon lo smartphone – sta diventando uno strumento fondamentale anche nel rapporto fra consumatori e aziende. Lo rivela un sondaggio effettuato da Weber Shandwick su 2000 utenti in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, che si è concentrato proprio sul cosiddetto smart marketing, ovvero sulle strategie di comunicazione e promozione orientate ai telefonini di ultima generazione.

Secondo la ricerca, quasi la metà degli utenti (il 45%) preferisce acquistare da aziende che facilitano l’interazione via smartphone, e oltre il 70% esprime sentimenti positivi nei confronti di aziende che rendono semplice l’accesso al loro sito anche in mobilità: pagine Web ottimizzate per la visione sul piccolo schermo, quindi, ma anche applicazioni mobili, informazioni geo-localizzate, campagne di mobile marketing e via dicendo.

Ma c’è di più: un utente su tre afferma che i suoi acquisti sono influenzati direttamente dalle sue esperienze di navigazione attraverso dispositivi mobili, sia quando si tratta di decidere dove andare o cosa comprare (32%), sia quando si tratta di provare nuovi prodotti e servizi a seguito di una ricerca effettuata via Internet mobile, o solo perché risulta più facile utilizzare (35%).

È l’effetto della “nomadizzazione” di Internet, ovvero della diffusione del browsing sul web da dispositivi mobili (lo scorso anno, lo ricordiamo, le vendite di smartphone e tablet hanno superato quelle dei PC). Basti pensare che una persona su quattro (23%) preferisce utilizzare uno smartphone piuttosto che un PC per accedere alle email e informazioni anche quando si trova a casa.

Ma le aziende sono davvero all’altezza delle aspettative degli utenti mobili? Due terzi degli intervistati ritiene che la difficoltà di navigazione sia ancora un problema, mentre la metà del campione si dichiara addirittura “contrariata” dal fatto di non trovare informazioni in prossimità del luogo in cui si trova.

Il nostro Paese è fra i più sensibili all’argomento: il 78% del campione italiano interrogato da Weber Shandwick ritiene che la facilità di navigazione sia sicuramente un requisito fondamentale per avvicinarsi alle aziende.

E poi c’è sempre il buon vecchio Sms, uno strumento che all’utenza tricolore non dispiace affatto, anche quando si tratta di marketing. Secondo l’indagine, infatti, i nostri connazionali risultano essere i meno infastiditi in Europa dalla ricezione di messaggini promozionali.

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