Comunque vada a finire, la delibera dell’Agcom sul diritto d’autore, un risultato l’ha già prodotto: ha aperto un dibattito in Rete di quelli che non si vedevano da tempo. Già più di 40 mila pagine pubblicate sulla vicenda negli ultimi due giorni e un numero di tweet che - come fa notare Stefano Quintarelli - cresce in maniera esponenziale.
Il testo della delibera (lo trovate qui) si appresta ad essere vagliato dal Garante della Comunicazione il 6 luglio, ma nel frattempo il popolo di Internet si prepara ad una nuova battaglia, sottolinea Linkiesta:
Stavolta si tratta di ripararsi dal fuoco amico. Il governo non c’entra. La minaccia viene dall’Agcom, che sta per approvare una delibera 668/2010 per tutelare il diritto d’autore in rete.
Chiarisce Guido Vetere dalle pagine di Nova del Sole 24 ore:
L’obiettivo è quello di difendere con la massima determinazione i diritti di quegli autori (o per meglio dire dei titolari dei diritti di quegli autori) le cui opere vengono fatte circolare illegalmente sul web.
Citando Wiston Churchill, attuale più che mai in una delle sue massime di successo:
Se due persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” gli fai la multa, se venti persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” chiedi loro di spostarsi, se duecento persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” togli il cartello.
Il problema, continua Vetere, è però fare dell’Agcom (o di chicchessia) un potere giudiziario:
Il fatto che, grazie alle telecamere, furti al supermercato siano evidenti, non autorizza la Confesercenti ad arrestare le persone. Gli arresti li fa la polizia e il giudice deve confermarli a stretto giro.
Confindustria Cultura Italia smorza i toni:
La magistratura non è toccata dall’iniziativa dell’Autorità: i due binari sono paralleli e convivono, ma con funzioni ed effetti diversi nella sfera giuridica del soggetto cui sono irrogati. L’obiettivo è quello di creare una rete libera, forte e aiutare la costruzione di un sano e-Content Market. Non garantire l’illegalità perpetua.
La fretta e la discrezionalità del Garante delle Comunicazioni in materia sono i punti su cui si sofferma Juan Carlos De Martin, nella sua pagina d’opinine sulla Stampa:
L’Agcom – che pure in passato aveva dimostrato altra sensibilità sul tema del diritto d’autore online (si pensi, per esempio, all’indagine conoscitiva pubblicata a inizio 2010) – ha scelto di percorrere, tra l’altro con una fretta e con modalità che lasciano perplessi, una strada sbagliata e potenzialmente pericolosa. […] Sbagliata perché qualunque materia che riguardi diritti fondamentali deve passare dal Parlamento.
L’avvocato Guido Scorza, dalle pagine di Wired, amplia l’analisi:
Si stanno arrogando il diritto di accertare eventuali violazioni dei diritti d’autore e di disporre la rimozione dei contenuti eventualmente pubblicati in violazione di tali diritti senza consentire a chi ha realizzato e pubblicato il contenuto oggetto di contestazione di difendersi. È come se una violazione del codice della strada venisse accertata - con conseguente irrogazione della sanzione - in un procedimento in contraddittorio con la società di gestione dell’autostrada anziché con il proprietario dell’autovettura o comunque con l’autore della valutazione.
Le conseguenze? L’avvocato Fulvio Sarzana, uno dei più attivi nell’opporsi alla delibera, nonché l’ideatore del Sito non raggiungibile avverte:
I titolari di diritti manderanno segnalazioni a martello. Video, canzoni, testi e software condivisi in rete verranno cancellati a ritmo industriale. L’Agcom sa che non avrà tempo per verificare ogni singola denuncia, quindi mette le mani avanti.
Di parere opposto Eugenio Prosperetti, avvocato e docente dell’Università la Sapienza di Roma, che in questo post dice di dormire sonni tranquilli.
Innanzitutto perché il provvedimento esclude file realizzati da privati, se non protetti da diritto d’autore. Un titolare dei diritti dovrà dimostrare che il materiale che denuncia è protetto da diritto d’autore per avere tutela. […] Il provvedimento è inoltre disegnato per non essere sostitutivo dell’intervento del giudice: ci si può rivolgere al giudice in ogni momento se non si ritiene giusta la valutazione di Agcom.
- Giovedì 30 Giugno 2011

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