Il fumo è la prima causa di morte evitabile al mondo. Questo è il presupposto di partenza che spinge la ricerca scientifica a cercare di scoprire quale possa essere il sistema migliore per aiutare i fumatori volenterosi a spezzare la dipendenza dal tabacco. Uno studio pubblicato sulla rivista Lancet accende i riflettori sul ruolo dei telefoni cellulari.
“La tecnologia mobile”, scrivono sull’autorevole rivista medica Caroline Free, della London School of Hygiene and Tropical Medicine, e gli altri autori della ricerca, “ha il potenziale per fornire supporto personalizzato per la cessazione del fumo. Messaggi motivanti e metodi per il cambiamento comportamentale usati nel sostegno faccia a faccia possono essere modificati per la veicolazione via telefono cellulare con contenuti ad hoc per l’età, il sesso e l’etnia del fumatore che vuole smettere”.
In questo modo il supporto morale può essere fornito in qualunque posto il fumatore si trovi, senza che sia necessario presentarsi a incontri specifici. E il servizio può essere interattivo, offrendo al fumatore la possibilità di chiedere assistenza quando ne ha bisogno.
Dal momento che nel 2009 si calcola che 2/3 della popolazione mondiale possedesse un telefono cellulare e che siano stati scambiati in quello stesso anno qualcosa come 4,2 trilioni di messaggini, si capisce subito come questo sistema per veicolare un servizio di supporto alla cessazione del fumo sia capillare e a basso prezzo.
Gli studiosi londinesi hanno selezionato 5.800 partecipanti, circa la metà dei quali sono stati inseriti nel programma Txt2Stop, mentre gli altri costituivano il gruppo di controllo. Il programma consisteva nell’invio di sms che, per coloro che appartenevano al primo gruppo, erano messaggi frequenti (186 in 5 settimane) e personalizzati di incoraggiamento con consigli per superare le crisi di astinenza e i momenti critici. Il gruppo di controllo riceveva invece messaggi generici di ringraziamento per la partecipazione al progetto, inviati ogni due settimane, senza alcun accenno alla cessazione del fumo, che pure era anche per loro lo scopo finale.
A 6 mesi dall’inizio del programma, gli appartenenti al primo gruppo che avevano smesso di fumare erano il doppio rispetto ai partecipanti del gruppo di controllo, il che implica che il supporto dei messaggini è molto efficace, senza distinzioni di età o condizione socioeconomica. L’astinenza da fumo è stata verificata con esami biochimici svolti su quanti dichiaravano di non fumare più.
Gli studiosi sono cauti sugli effetti a lungo termine degli sms. Se è dimostrato che questi possono aiutare a smettere e a mantenere il proposito nel breve periodo, infatti, altri studi dovranno indagare se chi è stato aiutato a smettere dai messaggini sia anche più resistente alle ricadute.
- Lunedì 4 Luglio 2011

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