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La scorsa settimana, come forse già sapete, Microsoft ha rilasciato Office 365, una suite onnicomprensiva dei suoi migliori software di produttività (Word, Excel, PowerPoint, OneNote e Outlook, Exchange, SharePoint e Lync) in salsa cloud. Anche la regina del software compra-e-installa, dunque, ha capito che le vie del Web sono infinite e che ormai si può fare di tutto senza necessariamente portarsi a casa la scatola di cartone: scrivere, compilare fogli di lavoro, gestire le email, effettuare videoconferenze, inviare messaggistica istantanea e tante altre belle cose, tutto passando da Internet.
Alla notizia, ovviamente, il mondo della comunicazione si è subito affrettato a mettere sul ring il neonato sistema di Microsoft con il vero pioniere delle soluzioni di produttività in formato cloud, Goole e le sue App.
E insomma dopo i Beatles e i Rolling Stones, Mazzola e Rivera, Windows e i Mac, iPhone e Android ora abbiamo un nuovo ballottaggio su cui siamo chiamati a schierarci: quello fra Microsoft 365 e le Google Apps.
Quello che mi chiedo (intendiamoci, vale anche per i Beatles e i Rolling Stones) è: perché dobbiamo scegliere? Ovvero, siamo proprio sicuri che i due sistemi siano così sovrapponibili?
D’accordo di mezzo ci sono sempre programmi per la produttività e una filosofia, quella del cloud, che accomuna entrambe le soluzioni. Però, a ben guardare, mi sembra che le differenze fra le due soluzioni siano piuttosto importanti.
Google Apps nasce come un surrogato di Office con l’aggiunta di molte funzionalità tipiche del mondo Web (dagli strumenti di collaborazione a Google Chat e Google Voice). Ideale per chi, come me, e come tanti altri, si trova ad esempio a editare parecchi documenti da tante postazioni diverse e non ha molta voglia di portarsi sempre appresso una chiavetta.
Se fossi il proprietario di un’impresa, però, ci penserei due volte prima di dire ai miei dipendenti di gettare alle ortiche il vecchio Office per puntare ciecamente sulle Google Apps. Come sottolinea Gigi Beltrame, quando si lavora serve altro: “L’esperienza online è buona, ma a livello di funzionalità faticano a fare concorrenza a OpenOffice. Ma hanno mai provato ad estrapolare dati con una tabella pivot da un foglio di calcolo, integrarsi con i dati di vari database?”
Microsoft queste cose le sa bene e non a caso ha cercato fin da subito di parlare con le aziende, quelle che – a detta del suo amministratore delegato Pietro Scott Jovane – possono guadagnarci di più e più velocemente dall’adozione del cloud.
Non per niente sul contratto di Microsoft Office 365 è stata inserita una sorta di assicurazione che dice che il sistema sarà funzionale per il 99,9% della durata del contratto, altrimenti il cliente verrà totalmente rimborsato.
Uno statement piuttosto forte che tutto sommato giustifica il prezzo che Microsoft fa pagare ai suoi utenti, che va da 1,79 a 25,50 euro al mese a persona (Google, lo ricordo è totalmente gratuito).
Insomma, prima di sciogliere il dubbio amletico su cosa sia meglio fra Google Apps e Microsoft 365 vi consiglio di ragionare su ciò che realmente vi serve della vostra suite di produttività online, e senza partire dal preconcetto che l’una debba necessariamente escludere l’altra.
Nel mentre potete sempre ascoltare un pezzo dei Beatles o degli Stones, che non guasta mai.
- Mercoledì 6 Luglio 2011


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Commenti
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Il 12 Luglio 2011 alle 0:17 maxcappato ha scritto:
Egregio Catania, ma lei ha mai acquistato, o almeno provato i due prodotti di cui parla? Premesso che il sottoscritto è assolutamente di parte interessata pro-Google (con le Google Apps ci lavoro), almeno una cosa tra le molte che lei scrive non lascia spazio alle opinioni e richiederebbe un minimo di rettifica da parte sua. Lei scrive infatti: “Google, lo ricordo è totalmente gratuito”. Lo dice lei a qualche milione di aziende nel mondo che invece stanno pagando le Google Apps 40 euro al mese a utente pur di mollare Microsoft?
Ma chi glielo ha detto che sono gratis?
Il 12 Luglio 2011 alle 7:02 roberto.catania ha scritto:
@maxcappato: credo che lei si riferisca alle Google Apps for business, nell’articolo si fa invece riferimento alla versione free del servizio di Google
Il 12 Luglio 2011 alle 7:46 maxcappato ha scritto:
Quindi lei sta dicendo che ha intenzionalmente confrontato la versione a pagamento di un prodotto con quella gratuita di un altro, che pure esiste anche a pagamento? Ma che senso ha?
Le aziende hanno davanti la scelta tra due piattaforme di posta e collaborazione con vantaggi e svantaggi complessi e interessanti da approfondire, volendo. Fare il confronto che ha fatto lei è come se Quattrotuote, invece di fare la comparativa tra una BMW e una Mercedes, confrontasse la BMW con prendere la metropolitana e dicesse che i sedili della BMW sono piu’ puliti.
Il 12 Luglio 2011 alle 8:15 roberto.catania ha scritto:
@maxcappato: in realtà l’obiettivo dell’articolo è proprio quello di evitare il confronto fra due soluzioni così distinte (non a caso mi chiedo “perché scegliere”?). Il motivo? Ci sono molti professionisti e piccole aziende che hanno scelto le Google Apps in formato gratuito proprio per liberarsi dai costi di licenza di Microsoft e oggi si chiedono se abbia senso o meno tornare a Microsoft in questa nuova veste cloud
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