Carne rossa sotto accusa: aumenta il rischio di diabete

Un hot dog al giorno... (Foto: Flickr)

Un hot dog al giorno… (Foto: Flickr)

Il consumo di carne rossa, a livello globale, è in aumento, segno che un numero crescente di persone nel mondo ha raggiunto un livello di benessere sufficiente a potersela permettere. Ma proprio come accade per le emissioni di CO2, che aumentano di pari passo con il raggiungimento del benessere di nuove fette di popolazione mondiale, causando però problemi colossali al pianeta, così anche questo tanto criticato alimento, principe sulle “tavole dei ricchi”, mostra oggi tutti i suoi rischi.

Da un lato l’allevamento intensivo di bovini, teso a soddisfare la richiesta crescente di carne rossa, mette a rischio le colture di cereali per il consumo umano e ha un impatto critico sull’ambiente e sul cambiamento climatico. Dall’altro il consumo costante di carni rosse è provatamente pericoloso per la salute .

L’ultimo studio a suggerire che la carne rossa possa nuocere arriva dalla Harvard School of Public Health, ed è stato appena pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition. Combinando i dati di numerosi studi longitudinali (tutti di durata superiore al decennio) su un totale di 442.101 uomini e donne Frank Hu, professore di epidemiologia e nutrizione e i suoi colleghi hanno scoperto che, una volta aggiustati i parametri di età, indice di massa corporea e altri fattori di rischio dello stile di vita e della dieta dei soggetti coinvolti, una dose giornaliera di 100 grammi di carne rossa è associata con un rischio del 19 per cento più alto di sviluppare il diabete di tipo 2 (quello legato a obesità e vita sedentaria). Il consumo di una porzione quotidiana di 50 grammi di carne lavorata (hot dog, salsiccia, bacon…), inoltre, sembra responsabile di innalzare questo rischio del 51 per cento.

Contromisure? Minimizzare il consumo di carne lavorata, ridurre quello di carne rossa e scegliere alternative proteiche più sane. Questo non è il solo studio ad aver individuato i rischi legati al consumo di carne rossa, ma è il primo a quantificare la diminuzione del rischio legata al consumo di proteine alternative. Sostituendo la porzione quotidiana di carne con una porzione di frutta secca, per esempio, il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 scende del 21 per cento. Cala del 17% se si scelgono latticini magri e addirittura del 23 per cento sostituendo la salsiccia o la bistecca con una porzione di cereali integrali.

Il diabete di tipo 2, detto insulinoresistente, compare in età adulta ed è legato allo stile di vita sedentario, all’assunzione di cibi grassi e al sovrappeso. I dati dicono che a soffrirne sono 350 milioni di persone nel mondo: la prevenzione è l’arma migliore per combatterne la diffusione. “Negli Stati Uniti - spiegano gli autori della ricerca - si continua a mettere la carne rossa nella stessa categoria delle altre proteine, come i legumi, il pesce, le uova, la frutta secca e i prodotti a base di soia”. Ma dal momento che la carne rossa sembra avere effetti negativi significativi sulla salute, gli esperti di Harvard suggeriscono di mettere a punto linee guida che distinguano questa fonte proteica dalle altre, più sane, e promuovano il consumo di queste alternative.

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