Perché Instagram piace tanto?

(Credits: Apple iTunes)

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Trita-tech

Gli utenti che utilizzano Instagram mi ricordano un po’ quegli automobilisti che per coprire l’odore di fumo nell’abitacolo attaccano allo specchietto ogni sorta di deodorante chimico al gusto tamarindo, pino silvestre o passion fruit.  E insomma, c’è chi crede che basti un filtro anticato sopra una fotografia un po’ sfocata scattata con l’iPhone per renderla più bella.

E non stiamo mica parlando di quattro gatti, intendiamoci: in nove mesi Instagram ha già collezionato 150 milioni di scatti realizzati da utenti iPhone, iPad e iPod. E chissà quanti ne arriveranno quando verrà sdoganata pure l’app per i cellulari Android.

Instagram, bisogna ammetterlo, è un servizio ben fatto, facile da usare e soprattutto ideale per condividere foto con gli amici, anche passando da Facebook. Ma non è questa la vera chiave del successo. Instagram piace perché ci sono molti utenti che pensano che una fotografia “cucinata” a mo’ di Polaroid sia più bella dell’originale.

Non starò a qui a farne una questione di gusto, in primo luogo perché non sono un fotografo professionista, e in secondo luogo perché so molto bene che è difficile resistere al fascino del vintage, soprattutto passata la trentina.

Mi permetto però di sottolineare un aspetto che va al di là di ogni considerazione soggettiva: una foto ritoccata con Instagram perde irreversibilmente tutte le sue caratteristiche originarie. Significa che se un giorno vi doveste stancare di quell’effetto seppia che avete applicato sulla foto dell’ultimo tramonto delle vostre vacanze vi sarà impossibile tornare al formato nudo e crudo: dimensione, colore, nitidezza dello scatto “madre” sono andati persi per sempre.

Non è un caso che in questi mesi siano usciti una pletora di servizi simil-Instagram, molti dei quali puntano proprio a risolvere il problema della reversibilità delle modifiche. È il caso di di Pixlr-o-matic o di PicPlz, un servizio che permette di applicare filtri digitali ma senza cancellare i dati della foto originaria.

Si dirà che un’applicazione vale l’altra visto che stiamo parlando pur sempre di foto modeste scattate con il cellulare. Ma, tant’è, visto che si può scegliere…

Commenti

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Il 24 Agosto 2011 alle 15:00 barbara.ripepi ha scritto:

Roberto, a mio parere hai trascurato due particolari fondamentali: innanzi tutto nella cartella immagini si salvano sia lo scatto originale che quello postprodotto, dunque non perdi nulla. Se scatti direttamente da Instagram perdi solo il formato, ma un sacco di gente scatta dalla fotocamera di iPhone e solo dopo passa la foto a Instagram. Seconda questione: rende guardabili le foto fatte con la pessima fotocamera dell’iPhone :D

Il 24 Agosto 2011 alle 15:26 roberto.catania ha scritto:

Barbara, sul risultato finale - come ho scritto - non mi metto a sindacare (anche se, come avrai intuito, non sono un grosso estimatore delle postproduzioni di questo tipo). Per quanto riguarda il primo punto, invece, la tua puntualizzazione è corretta, il caso che ho descritto è quello dello scatto diretto da Instagram, caricando le foto dall’archivio si evita di compromettere il file originario, anche se il procedimento di condivisione si allunga inevitabilmente di qualche passaggio

Il 25 Agosto 2011 alle 17:24 grefis ha scritto:

Ciao Roberto. Io utilizzo questa applicazione e credo che il suo successo sia dovuto ad altre ragioni, rispetto a quelle che hai ipotizzato. Lo dico perché molti bravi fotografi che conosco, la usano per divertirsi e sperimentare, non solo gente incapace di fare buone foto che cerca con dei filtri di risolvere questa incapacità. Ne, tanto meno, sia dovuto soltanto a una sorta di effetto vintage.
Anche queste ragioni sono parte di questo successo, ma credo che stia più nella geniale semplicità dell’idea: scattare, modificare e condividere. Se le foto piacciono vengono cliccate e diventano più visibili. Punto.
Ed è in questo contesto, nel quale contano le idee, che la buona idea di uno scatto guadagna i “mi piace”. Se hai l’intuito di scoprire un buon soggetto in un momento qualsiasi della giornata, basta un attimo e fai tutto. Poi i filtri, se abbinati alla giusta luce, garantiscono effetti finali tutt’altro che preconfezionati. Più giochi con questa applicazione e più capisci che puoi fare foto di tantissimi tipi, che piacciono anche a chi della reflex ha fatto persino un lavoro.
Un’ultima cosa: anche nel caso in cui si scatti la foto direttamente dall’app, senza importarla, ne viene salvata una copia non filtrata nella galleria immagini del telefono. Quindi non si perde mai nulla, in nessun caso.
Ciao!

Il 31 Agosto 2011 alle 11:12 marta.buonadonna ha scritto:

Sentite io la uso e trovo che, oltre al ritocco dato dalla scelta del filtro, sia geniale la possibilità di riquadrare diversamente l’immagine. Insomma, con l’iPhone si scatta un sacco di roba e alcune immagini magari sono anche belle, ma in un secondo momento, rivedendole ti rendi conto che sarebbe stato meglio inquadrare il soggetto diversamente. Instagram è un photoshop for dummies e ci permette di sentirci tutti Robert Capa per cinque minuti…

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