Amazon Kindle Fire: ma come fa un tablet a costare meno di 200 dollari?

Ecco come si presenta il primo tablet del colosso americano del commercio elettronico

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Trita-techIn molti mi chiedono se dietro al Kindle Fire, il tablet da 199 dollari presentato da Amazon la scorsa settimana, non ci sia per caso qualcosa di losco. Quasi che un oggetto che costi meno della metà di un iPad debba necessariamente nascondere la fregatura.

Prima di entrare nel merito della questione vorrei ricordare chi è Amazon. Giacché qui non si parla di un produttore ma di un rivenditore online: Amazon è una società che ha fatto dell’ecommerce il suo credo, partendo dai libri e allargando via via i suoi orizzonti verso ogni genere di largo consumo, dai dvd ai cd musicali, dai software ai videogiochi, dai prodotti elettronici all’abbigliamento al mobilio e molto altro ancora. Insomma una realtà molto diversa da Apple, conosciuta ormai in tutto il mondo per via dei suoi gadget tecnologici progettati, realizzati e venduti in casa.

Vero è che da qualche anno il marchio Amazon compare anche su tutta una serie di dispositivi elettronici originali, si chiamano Kindle. Si tratta però di una scelta che nasconde una finalità ben diversa rispetto a quella dei vendor tradizionali, come Apple appunto.

Per Amazon, infatti, il cosiddetto “pezzo di ferro” è solo uno strumento per veicolare i contenuti presenti nel suo store online. Sarà così anche per il Kindle Fire, un tablet che nei piani della società dovrebbe diventare lo strumento perfetto per sfruttare (e acquistare) i beni digitali presenti su Amazon.com e sussidiarie.

Insomma per fare un paragone si potrebbe dire che il Kindle Fire sta ai contenuti digitali come il decoder sta alla Pay Tv.

È chiaro che in un contesto di questo tipo il valore dell’oggetto in sé è piuttosto marginale: Amazon non vuole guadagnarci dalla vendita del tablet ma dagli ebook, dai film, dagli mp3 e da tutti gli altri generi di conforto che espone nella sua vetrina virtuale. Tutta “roba” che peraltro viene già proposta mediante offerte a pacchetto, proprio come fanno le pay-tv. Per guardare film e serie tv in streaming, ad esempio, gli utenti possono abbonarsi ad Amazon Prime, un servizio che costa 79 dollari all’anno.

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Chiarito questo aspetto vengo dunque al punto: il Kindle Fire è un device che può competere con l’iPad? Sì, e anche quando ci fosse un vantaggio a favore di Apple non sarà mai proporzionale alla differenza di prezzo fra i due dispositivi. Le caratteristiche tecniche del Fire e la presenza di Android come sistema operativo rappresentano di per sé una garanzia. Il resto lo fa la potenza di fuoco di Amazon, società che quando ci mette la faccia non vuole correre rischi (il successo del Kindle reader ne è la dimostrazione).

Qualcuno potrebbe chiedersi allora per quale motivo Amazon non regali il suo tablet, visto che in fondo non è da quello che dipende il suo business. La risposta è banale ma fino a un certo punto: perché in questo momento è difficile prevedere in che misura la vendita dei contenuti digitali verrà trainati dal Kindle Fire.

Da vecchia volpe dell’ecommerce qual è, Jeff Bezos sa bene che il margine di prezzo di qualsiasi promozione va tarato in base al ritorno che questa può dare sul lungo termine. E in questo momento 199 dollari rappresentano un buon compromesso fra il costo del terminale (circa 210 dollari, secondo le stime) e il guadagno teorico che può arrivare dalla vendita dei contenuti associati.

Questo non significa che in futuro non possa esserci spazio per un ritocco dei prezzi. Il trend del Kindle - un oggetto che in origine costava 399 dollari e ora viene venduto a 79 dollari - è lì a dimostrare che in un domani nemmeno troppo lontano l’hi-tech può davvero diventare una commodity a costo zero. Qualcuno ci ha già scommesso.

Commenti

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Il 17 Gennaio 2012 alle 22:34 Archos 70b, un (altro) tablet Android a meno di 200 euro | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] di vedere anche dalle nostre parti il nuovo Kindle Fire, il tablet da 200 dollari presentato da Amazon, Archos presenta l’ennesima proposta low-cost del [...]

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