Steve Jobs e l’addio del popolo di Internet

(Credits: Tsevis' mosaic illustration)

(Credits: Tsevis' mosaic illustration)

Grandi manager. Illustri imprenditori. E gente comune. La morte di Steve Jobs ha messo tutti d’accordo. Sui toni del commiato. Sulle parole di addio.

Molti dei suoi fans si sono raccolti davanti all’Apple store sulla Fifth Avenue a New York e hanno iniziato a scrivere messaggi sulle pareti trasparenti del negozio, ringraziando il fondatore di Apple per tutte le sue invenzioni. E intanto la rete si è scatenata. Sul sito della Apple è stato pubblicato un indirizzo ( remembersteve at apple.com) a cui chiunque può inviare messaggi e pensieri. Su Facebook impazzano i link che rimandano ai suoi discorsi agli studenti, durante le presentazioni dei prodotti Apple, alle conferenze. Su Google+ già si raccontano storie, aneddoti delle ore precedenti alla morte di Jobs. Come quella di Guy che stava per tenere un discorso al Facebook Success Summit 2011 quando si è collegato al sito della Cnn e ha letto della morte del fondatore della Apple dopo aver avuto un «sesto senso». Su Twitter i trends più citati a livello mondiale sono iSad e ThankYouSteve.

Massimo 140 caratteri per esprimere lo stesso senso di smarrimento raccolto sul sito del The Wall Street Journal dalle voci di alcuni degli uomini più potenti del mondo.

«Steve, la tua passione per l’eccellenza è evidente per chiunque abbia mai toccato un prodotto Apple (incluso il macbook con cui sto scrivendo ora)… Ci mancherai molto»

ha postato su Google+ Sergey Brin, il cofondatore di Google insieme con Larry Page.
Dalla sua sede di Microsoft Bill Gates ha scritto:

«Il mondo raramente ha visto qualcuno lasciare un impronta così profonda come quella di Steve. È stato un onore poter lavorare con lui, per chi ha avuto la fortuna di farlo. Mi mancherà immensamente».

Le parole di Gates arrivavano mentre Masayoshi Son, alla guida di Softbank Corp., la società di telecomunicazioni con cui Apple ha lanciato l’iPhone e l’iPad in Giappone, scriveva:

«Steve è stato un genio del nostro tempo, un uomo con una rara capacità di fondere arte e tecnologia. Nei secoli, sarà ricordato molto più di Leonardo da Vinci».

Stephen Elop, amministratore delegato del gruppo Nokia, invece, ha detto:

«Il mondo ha perso un vero visionario. La passione di Steve per la semplicità e l’eleganza lascerà segni per generazioni».

Come lui Howard Stringer, presidente e amministratore delegato di Sony Corporation:

«L’era digitale ha perso la sua luce di riferimento, ma l’innovazione e la creatività di Steve ispireranno sognatori per generazioni».

Jeff Bezos, guida e fondatore di Amazon.com è convinto del fatto che Steve sia stato

«un maestro e oggi è un giorno triste per tutti coloro che hanno a cuore l’innovazione».

Molto accorato anche Rupert Murdoch, presidente di News Corp:

«Steve Jobs è stato semplicemente il miglior amministratore delegato della sua generazione. Il più influente tra i pensatori, i creatori e gli imprenditori di tutti i tempi».

E poi Randall Stephenson, alla guida di AT&T:

«Abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo, come partner e come amico. I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno ora a sua moglie, alla sua famiglia e alla sua “Apple family”».

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