Frutta e verdura alterano i geni responsabili delle malattie cardiache

Un pieno di salute (Foto: Flickr)

Un pieno di salute (Foto: Flickr)

Chi l’ha detto che il corredo genetico non si può cambiare? Ereditare una predisposizione a sviluppare certe patologie potrebbe non essere più una condanna senza appello. Almeno a giudicare dai risultati di uno studio internazionale condotto dalle università canadesi McGill e McMaster, secondo il quale mangiare molta frutta e verdura crude può modificare il comportamento dei geni coinvolti nei disturbi cardiocircolatori.

Analizzando oltre 27.000 persone di cinque etnie diverse (europei, asiatici, cinesi, latino-americani e arabi), i ricercatori canadesi hanno scoperto che il gene che costituisce il marker più importante per le malattie cardiache, 9p21, può essere modificato consumando generose quantità di frutta e verdura crude.

“Sappiamo che varianti genetiche di 9p21 aumentano il rischio di malattie cardiovascolari in coloro che ne sono portatori. Ma è stata una sorpresa scoprire che una dieta sana può indebolire significativamente il loro effetto”, ha spiegato Jamie Engert, autore principale dello studio e ricercatore in malattie cardiovascolari all’Istituto di Ricerca del McGill University Health Centre.

Lo studio, pubblicato sulla rivista PLoS Medicine, rappresenta una delle più ampie ricerche sull’interazione tra i geni e la dieta mai condotti sulle malattie cardiovascolari. I risultati dicono che le persone con un genotipo “ad alto rischio” che seguivano una dieta definita “prudente“, composta principalmente di verdura cruda, frutta e frutti di bosco, avevano un rischio di infarto simile a coloro che presentavano un genotipo a basso rischio.

In pratica, quindi trovano conferma le raccomandazioni salutistiche che suggeriscono di consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno come sistema per promuovere la salute generale. “La nostra ricerca suggerisce che ci può essere un’interazione importante tra i geni e la dieta nelle malattie cardiovascolari”, conferma un altro autore dello studio, Ron Do, della Mc Gill. Ma serviranno ulteriori ricerche per stabilire quale sia il meccanismo alla base di questa interazione positiva e scoprire i processi metabolici nei quali è coinvolto il gene 9p21″.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Il futuro di Facebook

Sopa, Megaupload e il resto Il futuro di Facebook
@hobisognoditech, il blog di Guido Castellano
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Applicazioni Mondadori
  • R101