
Procreate
Procreate è un’applicazione dedicata al disegno su iPad. Esistono già molte soluzioni di questo genere e tra tutte spiccano le più popolari (e storiche) Sketchbook Pro e Brushes. Tuttavia la meno conosciuta Procreate riesce a ritagliarsi un proprio spazio grazie all’interfaccia e alla gestione dei pennelli. Questi due elementi possono da soli determinare la buona riuscita di un software di questo tipo.
Come funziona
Il lancio dell’applicazione ci porta alla gallery dove possiamo sfogliare i file già elaborati o crearne uno nuovo, tramite l’icona “+”.

La gallery di Procreate
Quello che colpisce subito dell’interfaccia del piano di lavoro è l’estrema pulizia: due barre scure in alto e sul lato racchiudono tutti gli elementi utili per gestire gli stumenti. L’uso dei toni scuri offre un grande risalto alla “tela” sulla quale disegnamo.
Guardiamo in dettaglio tutti gli elementi del menu superiore, da sinistra a destra.

I pennelli di Procreate
Gallery ci riporta alla schermata che racchiude i nostri file. In quest’area, oltre a gestire le immagini possiamo rinominarle, inviarle via email o su iTunes, duplicare un file o eliminarlo e gestire le caratteristiche generali dell’app. In quest’ultima voce possiamo anche determinare il posizionamento del secondo menu, in modo che le persone mancine possano accedervi comodamente facendolo posizionare a destra della schermata.
Actions, ovvero l’icona a forma di cacciavite, apre un pannello dedicato all’inserimento di una fotografia tratta dalla raccolta fotografica di iPad, all’orientamento dell’immagine, alla scorciatoia per il contagocce e al salvataggio dell’immagine su Immagini.
L’icona a forma di pennello mostra i tipi di tratto disponibili. Ogni pennello può essere modificato a piacere grazie ai numerosi settaggi presenti, che permettono anche di inserire una forma o una texture personalizzata. I pennelli possono anche essere creati ex novo, duplicati o cancellati. Una delle caratteristiche distintive di Procreate risiede nei pennelli “bagnati”, che offrono la possibilità di gestire effetti simili a quelli di un pennello che si carica e scarica di pigmento.
Il pulsante a forma di mano con il dito puntato rappresenta lo sfumino, un’altra caratteristica particolare dell’applicazione. Offre accesso al medesimo pannello dei pennelli, in modo da scegliere il tratto preferito per la sfumatura.
La stessa dinamica si replica sulla gomma.

I livelli
I due quadrati sovrapposti racchiudono i livelli. Nella stessa schermata possiamo crearne di nuovi con il pulsante “+”, fino a un limite di 16, o di eliminare il selezionato tramite il cestino. Per cambiare ordine bisogna tener premuto il simbolo a destra del livello e scorrere con il dito fino alla posizione desiderata. Con l’icona a forma di occhio possiamo nascondere o riattivarne uno, mentre il simbolo alpha protegge la trasparenza. In basso una barra a scorrimento determina il grado di opacità del livello selezionato. Se proviamo a tener premuto uno dei livelli, comparirà la voce “merge down”, per unire il superiore all’inferiore. Con un “tap” veloce invece, compariranno le opzioni di trasformazione, duplicazione, riempimento e cancellazione del contenuto. Di fianco alla barra di opacità, troviamo le opzioni di fusione: Normal, Multiply, Screen, Add, Lighten ed Exclusion.

La gestione del colore
L’ultima icona rappresenta il colore. Il pannello dedicato offre la possibilità di selezionare le tonalità, raffinandole con le barre dedicate a luminosità e saturazione. I singoli colori possono essere trascinati sulla zona inferiore per creare una tavolozza personalizzata.
Il menu laterale è focalizzato sulle operazioni di uso frequente: l’ampiezza dello strumento in uso e il livello di opacità, i tasti per annullare o ripristinare l’azione compiuta.
Per gestire lo zoom dell’immagine si fa riferimento al classico gesto con due dita, e compiendone uno molto velocemente si riporta la visualizzazione al 100%.
Parlando di esportazione, è possibile scegliere due formati di file: un .psd completo di livelli da aprire su Photoshop o un .png. In entrambi i casi, la gestione è affidata a iTunes.
Se usato su un iPad 2, la risoluzione dell’immagine aumenta da 960×704 pixel (132ppi) a 1920×1408 pixel (234dpi). Per un confronto, consigliamo di consultare l’immagine di esempio sul sito del produttore.
Conclusioni
Procreate ha un’interfaccia estremamente coerente che ne rende piacevole l’uso. Non si ha mai l’impressione di perdersi o di impiegare troppo tempo per cambiare un’impostazione: tutto è focalizzato sul gesto nel disegno e le barre di comando permanenti aiutano a muoversi agilmente. I pennelli precaricati sono versatili e offrono tipologie di tratto interessanti. Anche lavorando molto velocemente, con pennelli ampi e un buon numero di livelli, non si avverte nessun fastidioso rallentamento.
Sul sito ufficiale sono presenti un manuale d’uso (anche se il software è talmente intuitivo da non rendelo necessario) e un set di forme aggiuntive da caricare per creare nuovi pennelli.
Sull’App Store
Procreate 1.5 costa 3,99 Euro ed è compatibile con iOS 4.3 o successive versioni.
- Mercoledì 12 Ottobre 2011


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