Blackberry, la tempesta è passata (ma le polemiche restano)

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Trita-techE insomma sembra che finalmente RIM sia riuscita a mettere una pezza al problema che ha intasato le caselle di posta (ma anche tutti i servizi on-line) dei dispositivi Blackberry di mezzo mondo. Lo ha comunicato la stessa società canadese dalle pagine del suo sito con un aggiornamento che ha preceduto di qualche ora un videomessaggio di scuse di Mike Lazaridis, CEO della casa.

Un intervento che a molti è sembrato un po’ tardivo visto che per tre giorni interi (lunedì, martedì e mercoledì) la società si è limitata a una serie di comunicati stringati all’insegna dello stiamo-lavorando-per-voi.

Se i problemi sembrano in via di risoluzione le polemiche non accennano a diminuire. In molti si chiedono se abbia ancora senso un servizio a pagamento come quello offerto da RIM, soprattutto ora che l’aura di infallibilità e solidità della piattaforma Blackberry si è un po’ sgretolata.

Da RIM a RIP, ironizzano i detrattori della Mora in Rete, leggendo in quanto è accaduto in questi giorni il segnale di una definitiva resa della società canadese nel mercato degli smartphone.

Non c’è dubbio che il contraccolpo per RIM, soprattutto a livello di immagine, sia stato durissimo. RIM, in questi ultimi anni non è mai riuscita a sfondare nel settore consumer, laddove l’iPhone e gli smartphone Android l’hanno fatta da padrone. Ma ha sempre mantenuto un largo consenso fra l’utenza business, da sempre lo zoccolo duro della sua clientela.

Date un Blackberry a un manager, si diceva un tempo, e ne diverrà totalmente dipendente. Vero. Ma è proprio per questo legame che gli utenti si aspettano un livello di servizio pari al 100%.

Insomma, tre giorni di black-out rappresentano un dazio eccessivo per chi con ormai fa del proprio cellulare il primo strumento di comunicazione. Basti pensare solo a quante migliaia di mail contenenti ordini, comunicazioni con clienti e fornitori, appuntamenti siano rimaste intrappolate per ore e ore nell’ingorgo dei server di RIM lasciando al buio migliaia di mobile-workers.

Personalmente resto convinto che – nonostante tutto – RIM e i suoi Blackberry dispongano ancora del miglior sistema di posta “push” al mondo, ma credo che forse la società debba rivedere le condizioni (anche economiche) del proprio sistema BIS e BES.

Pagare per avere un servizio che altri offrono gratuitamente è qualcosa che molti utenti potrebbero ora mal digerire alla luce di quello che è appena successo. Le scuse non bastano, a questo punto servono risposte concrete .

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