Quanti sono gli indignati di tutto il mondo? Difficile fare una stima esatta, ma una cosa è certa: senza la cassa di risonanza offerta da Internet e dalle nuove tecnologie la voce dei dimostranti sarebbe decisamente più flebile.
Non ci sono solo Facebook, Twitter o i siti “istituzionali” come Occupy Wall Street e Occupy Together ad amplificare la protesta degli Zuccotti boys di tutto il mondo contro il sistema capitalista e le lobby finanziare. Fra le maglie di Internet c’è tutta una comunità di programmatori e sviluppatori che ha deciso di dare il suo personalissimo contributo all’indignazione collettiva esplosa nelle ultime settimane.
È il caso di Matt Ewing, il fondatore di una società di green tech, che la scorsa settimana ha indetto a San Francisco una vera e propria maratona dell’hacking a sostegno del movimento Occupy Wall Street. Occupy the Web, hacking for the 99 percent, questo il nome dell’iniziativa, ha coinvolto un manipolo di sviluppatori che probabilmente non hanno mai sfilato con un cartello in mano ma che si sentono accomunati da un obiettivo condiviso: dare una spinta tecnologica alle attività degli indignati. “Chi protesta può muoversi molto più velocemente grazie alla tecnologia, anche se ciò facilita la disaggregazione. Succede così nel 21esimo secolo, commenta Ewing che preferisce parlare di movimento “distribuito”.
Un’idea, quella di Ewing, che ha contagiato anche gli smanettoni dell’altra sponda del Continente americano, radunatisi per l’occasione a New York e a Washington. Il risultato dei tre hacker-raduni è ben visibile all’interno di Occupy The Web una sorta di incubatore online delle migliori idee a supporto alle occupazioni locali. Qui di seguito una rassegna delle più interessanti.
Occupy The Hub
“C’è bisogno di vedere e di sentire il supporto, anche senza essere fisicamente presenti nei luoghi della protesta”, afferma Kyle Kesterson, cofondatore di una società di giochi che ha deciso di aprire Occupy The Hub un sito Web nel quale vengono raccolti i tweet, i ”like” di Facebook o i video provenienti degli indignati di San Francisco.
RideHack
Un supporto ancora più concreto è quello offerto dal sito di car pooling RideHack, che ha messo a disposizione una sezione ad hoc (OccupyTogether) per tutti coloro che vogliono recarsi nei luoghi della protesta condividendo il proprio mezzo di trasporto.
OccupySMS
Un altro ingegnere proveniente dal mondo del gaming, Alex Levinson, ha realizzato OccupySMS, un’applicazione da scaricare sul telefonino che promette di aiutare gli attivisti a organizzarsi in tempo reale attraverso i classici messaggi di testo. Il tutto, naturalmente, a costi democratici (1 cent a messaggio).
Occupy Design
Decisamente originale l’approccio scelto da Jake Levitas, un designer di San Francisco che all’interno di un sito denominato Occupy Design ha raccolto tutta una serie di infografiche per dare ai manifestanti di tutto il mondo uno strumento più creativo ma soprattutto efficace rispetto ai classici cartelli scritti a pennarello.
“Se la CNN inquadrerà cartelli come questi anziché i soliti cartoni con la scritta “distruggiamo il capitalismo” i telespettatori non percepiranno una rimostranza generica ma esattamente come e quanto le persone si sentano fregate. È un’argomentazione molto più forte rispetto a quella che può arrivare da uno spunto di discussione”.
OccupyAds
Per certi versi simile a OccupyDesign è OccupyAds, una piattaforma Web all’interno del quale gli utenti possono caricare video con licenza creative commons in modo che possano essere utilizzati liberamente e trasformati in filmati pubblicitari dai creativi del Web. L’obiettivo finale è quello di portare i video migliori all’interno del circuito della tv via cavo sfruttando le donazioni degli utenti.
OccupyVotes
L’ultima nota spetta di diritto a OccupyVotes, un sito Web che ci mostra un modello di democrazia partecipata che più semplice non si può: due riquadri rettangolari con altrettante idee a confronto, si clicca su quella che si preferisce e si guardano i risultati. Ogni utente, comunque, è libero di dire la sua aggiungendo la propria idea personale per il miglioramento globale. Per la cronaca, allo stato attuale le due proposte più votate sono quelle che chiedono di abrogare la cosiddetta corporate personhood (ovvero lo status di persona per le aziende statunitensi) e la fine dei sussidi statali per le grandi lobby.

- Sabato 22 Ottobre 2011







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