La notizia diramata dal Wall Street Journal secondo cui Google starebbe trattando con alcune società di private equity per acquisire Yahoo! va analizzata a freddo. Prima ancora di capire se la grande G possa davvero acquistare la società di Sunnyvale, infatti forse dovremmo chiederci perché mai Larry Page e soci dovrebbero staccare un assegno da svariati miliardi di dollari per portarsi a casa quello che fino a ieri era il nemico numero uno.
Andiamo per gradi. Vista dalla parte di Google, Yahoo non ha nessun appeal in termini di search. Se qualcuno non se ne fosse accorto, da ormai molti anni a questa parte Yahoo ha smesso di sviluppare il suo motore di ricerca per concentrarsi quasi esclusivamente sulla raccolta pubblicitaria.
Eredità scarsa anche sul piano dell’innovazione nel business: la filosofia delle due società nell’advertising è simile con la differenza che Google punta di più sul concetto di rilevanza, rendendo la pubblicità sul Web sempre più utile, piuttosto che sull’inserimento pubblicitario fine a se stesso e sul mero calcolo delle pagine viste.
Ci sono poi i servizi, un’area nella quale Google ha ben poco da invidiare a Yahoo!, considerati anche i recenti harakiri di quest’ultima. Certo, Google non ha Flickr. Ma ha Picasa. E tante altre applicazioni in più.
Infine ci sono gli utenti, che non sono solo quelli che vanno alla ricerca di contenuti sul Web mediante yahoo.com e sussidiarie ma anche quelli di Yahoo! Mail, ad oggi uno dei tre più importanti servizi al mondo di posta elettronica. A conti fatti si tratta di un’audience di 700 milioni di visitatori unici al mese.
Fin qui le ragioni evidenti. Un po’ poco per quello che dovrebbe essere l’accordo del secolo. Tanto più che ci sarebbe pure lo scoglio dell’Antitrust da superare.
C’è ovviamente dell’altro, ed è qualcosa che va al di là dei meriti sul campo. Ci sono casse (quelle di Google) che traboccano di dollari: 42 miliardi, dollaro più dollaro meno. Come dire che acquistare Yahoo! potrebbe essere per Google un modo per diversificare gli investimenti. E dimostrare al mondo tecnologico (e in particolare a Microsoft e Facebook) che se nel Web esiste un Onnipotente questo abita a Mountain View.
A proposito. C’è pure l’idea, ventilata da più parti, che quelle di Google non siano altro che manovre per disturbare le trattative di Microsoft, a rigor di logica la società che avrebbe le motivazioni più valide per tentare la scalata verso Sunnyvale (peraltro già tentata qualche anno fa).
Ma l’ipotesi più suggestiva è probabilmente quella secondo cui Google starebbe trattando per conto terzi. In altre parole: a Mountain View starebbero cercando di favorire l’acquisto di Yahoo! da parte di un’altra società. Il motivo? Tenere in vita Yahoo!. In caso contrario, suggerisce Greg Sterling, analista di Opus Research in San Francisco, Google diventerebbe monopolista a tutti gli effetti con tutto ciò che ne deriverebbe a livello di abuso di posizione dominante.
Meglio Yahoo! vivo che morto, verrebbe da dire. E pensare che solo cinque anni fa c’era chi si chiedeva chi, fra Google e Yahoo!, avrebbe comandato la Rete.
- Lunedì 24 Ottobre 2011

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