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una scena tratta da Where's my water? - credit: Disney Interactive
Pete Vesterbacka, la mente alla base del successo di Angry Birds, si è dichiarato certo che se Walt Disney fosse ancora vivo oggi progetterebbe giochi per iPhone. Ma a giudicare dall’accordo ancora fresco di ceralacca che la sua compagnia ha siglato con YouTube, più probabilmente si dedicherebbe alla produzione di serie web.
A partire dal 2012, Disney Interactive Media e YouTube investiranno rispettivamente 10 e 15 milioni di dollari (7 e 10 milioni di euro) nella produzione di 8 webserie originali, una delle quali sarà una trasposizione su schermo del gioco per iPhone Where’s my water?.
Quella che potrebbe apparire come una normale partnership fra brand, è realtà sintomo dei problemi che YouTube e Disney stanno avendo a mantenere gli internauti più giovani incollati ai propri rispettivi canali. Da un lato, Disney sta affrontando un periodo piuttosto buio: nell’ultimo anno la compagnia ha perso qualcosa come 220 milioni di euro e il suo sito ufficiale, Disney.com, sta perdendo utenti come un colabrodo. Dall’altro, YouTube ha interesse a ingraziarsi quella fetta di pubblico (e, soprattutto, i loro genitori) che in YouTube vedono una piattaforma per adulti o giovani adulti, più adatta alla condivisione di materiale controverso che di episodi animati per il web. Così facendo YouTube intende attirare maggiore pubblicità e, nel contempo, controbilanciare l’assenza dai suoi canali del materiale marcato Nickelodeon (proprietà dell’avversario Viacom).
Fino ad oggi, Disney ha dimostrato di non saper intercettare i gusti e le necessità del pubblico web. Disney.com assomiglia più alla vetrina di un negozio online che a una piattaforma per la diffusione di contenuti. E se sul piccolo schermo le sue produzioni mantengono un certo primato, quando si passa alla Rete lo storico marchio scompare inghiottito da una concorrenza meno imponente ma più allenata e rapida. Per questo, mentre un team di esperti si occupa di restaurare dalle fondamenta il suo sito ufficiale, la compagnia ha annunciato che oltre a produrre le nuove webserie, consentirà di caricare sulla piattaforma video prodotti dagli utenti. Un tardivo, eppur significativo passo verso il linguaggio del mondo 2.0.
- Lunedì 7 Novembre 2011
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