Obesità: perché noi italiani non possiamo stare tranquilli

1959 (archivio storico LaPresse)

1959 (archivio storico LaPresse)

Daniela Mattalia

Se negli Stati Uniti la percentuale di individui obesi è ormai del 27 per cento, l’Europa non è molto più magra: gli obesi europei toccano quota 24 per cento, vicino dunque ai livelli americani.

A dirlo è un’indagine Eurostat, e i dettagli colpiscono: in un solo anno (dal 2008 al 2009) gli uomini obesi sono passati dal 7,6 per cento al 24 per cento, le donne dal 8 per cento al 23,9.

L’Eurostat fa anche l’elenco dei paesi più «pesanti»: Malta, Gran Bretagna (dove sono soprattutto le donne ad accumulare più chil), Ungheria, Lettonia ed Estonia; meno colpiti Francia, Bulgaria e Italia: da noi i maschi obesi sono il 9,3 per cento, le donne l’11,3.

Il nostro paese, insomma, non raggiunge soglie allarmanti di chili in eccesso, anche grazie a una dieta che segue ancora (seppure se ne sta allontanando) la tradizione mediterranea, ed è quindi abbastanza equilibrata. Altrove, dove l’alimentazione è più sbilanciata e ricca di grassi, zuccheri e calorie, con alimenti di tipo industriale, e gli stili di vita più sedentari, le conseguenze sono più evidenti.
Non che l’Italia sia sulla buona strada, comunque. «Negli ultimi 20 anni la percentuale di italiani in sovrappeso o obesi è cresciuta del 10 per cento» ricorda Giuseppe Fatati, presidente dell’Adi, Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica. «E nei periodi di crisi economica si tende a mangiare alimenti meno costosi ma a maggiore alta densità calorica».

All’ultimo Obesity day (lo scorso 10 ottobre), i numeri divulgati sono stati poco tranquillizzanti. Dal 1990 a oggi l’ago della bilancia degli italiani è salito: una volta i maschi con qualche chilo in più (non necessariamente obesi) erano 43 su 100, oggi sono 56; nel 1990 le donne sovrappeso erano 28 su 100, ora sono 37 su 100. Ed è peggio al Sud che al Nord.
Anche qui, fanno notare gli esperti dell’Adi, c’entra il progressivo abbandono della dieta mediterranea, soprattutto nelle generazioni più giovani, e la carenza di attività fisica. «Il 35 per cento dei bambini italiani, dunque circa 1 milione, è obeso o in sovrappeso» ha affermato l’ex ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Secondo il Barilla Center for Food & Nutrition, inoltre, il cibo normalmente consumato in una famiglia occidentale contiene una quantità di proteine pari a 3-4 volte il fabbisogno quotidiano.

Bambini grassi perché mangiano troppo e male, e perché si muovono poco, ma non solo. Una donna in sovrappeso fa nascere figli più cicciotti e con livelli superiori di grassi nel fegato, come sottolinea uno studio dell’Imperial College di Londra. I ricercatori hanno visto che i bambini nati da madri con elevati indici di massa corporea (Bmi) prima della gravidanza sono più pesanti di quelli nati da madri magre, e hanno anche maggiori quantità di lipidi nel fegato. Bambini sovrappeso che, crescendo, avranno buone possibilità di diventare adulti obesi.

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