
credits: Fellowship of the Rich @ Flickr
Settimana tosta in casa Zuckerberg. Martedì il patron di Facebook si è ritrovato a doversi scusare (ancora) con i suoi 800 milioni di utenti per gli errori fatti in materia di privacy. Nella stessa giornata è circolata insistente la voce (attesa) che Zuckerberg avrebbe ceduto a quotare l’azienda in borsa con una offerta pubblica iniziale di 10 miliardi di dollari. Venerdì poi è cominciata a circolare un’altra voce: Facebook ha acquisito Gowalla.
Chi conosce Gowalla ora si starà forse ponendo una domanda: Gowalla? Il servizio di geolocalizzazione che per poco non è stato mandato alle ortiche da Foursquare? E Facebook? L’enorme social network che solo un anno fa ha lanciato il proprio servizio di geolocalizzazione, Facebook Places?
Andiamo con ordine.
Nell’agosto del 2010, Facebook lancia Places, una app location based sulla falsariga di Foursquare e Google Latitude che, sulla carta, avrebbe dovuto spazzare via la concorrenza e convincere milioni di persone a fare i propri check-in senza uscire dalla piattaforma di Zuckerberg. L’operazione fallisce. I fanatici della geolocalizzazione si sono ormai abituati a Foursquare e al suo contagioso sistema a badge. Non bastasse, il servizio di Facebook presenta seri problemi di privacy (ma che strano), alla gente non piace essere taggata a tradimento da amici (che magari in realtà sono lontani centinaia di chilometri).
Nel frattempo, mentre il baraccone di Places finisce fuori strada alla prima curva, Gowalla ha da risolvere problemi d’altro tipo. Il suo testa a testa con Foursquare si sta rilvelando fallimentare. Nonostante Gowalla si basi su un approccio più improntato sulla gamification e sull’abbondanza di beni virtuali, l’utenza tende sempre di più a virare su Foursquare costringendo il servizio a cambiare o morire. A Gowalla decidono di cambiare, tanto. Siamo ormai a settembre 2011, viene annunciata la nuova versione del servizio: i check-in diventano solo un companatico mentre il grosso del servizio si orienta verso la creazione di storie basate sui viaggi compiuti e l’incentivazione di una maggiore interrelazione tra gli utenti.
La nuova versione di Gowalla deve essere piaciuta a Zuckerberg che, a quanto pare, intende integrare il know-how in fatto di geolocalizzazione con la sua nuova funzionalità Facebook Timeline. In questo modo, gli utenti potranno integrare nel racconto cronologicamente ordinato della propria vita sociale, le storie riguardanti i luoghi che hanno visitato e le persone che hanno conosciuto. Con i dati che abbiamo alla mano, questa sembra la soluzione più ovvia.
Ancora non si sa invece cosa ne sarà della app di Gowalla e del servizio in sè, se manterrà una sorta di indipendenza o verrà invece inglobato in Facebook. Nel frattempo, a quanto pare, i dipendenti di Gowalla stanno già facendo i bagagli per spostarsi fisicamente tutti a Palo Alto.
- Domenica 4 Dicembre 2011
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