Memories for the Future, Fukushima prima e dopo il disastro su Google Street View

la regione disastrata di Oganawa - Credits: Google

la regione disastrata di Oganawa - Credits: Google

Del disastro di Fukushima abbiamo visto solo le immagini più drammatiche e simboliche: le maree nere che fagocitavano ogni segno di civilità, l’ossatura degli edifici distrutti dallo tsunami, i reattori roventi e instabili nel loro orribile silenzio, superstiti che si aggirano in mezzo al fango come fantasmi in mascherina. Ma per comprendere la vera entità della tragedia giapponese, al netto dei sensazionalismi, è utile fare un confronto tra le immagini precedenti al marzo 2011 e quelle scattate oggi. È l’obiettivo del nuovo progetto Memories for the Future, che sfrutta Google Street View per offrire un raffronto immediato tra le panoramiche di allora e quelle di oggi.

Tra luglio e novembre di questo anno, le Google Car hanno iniziato a percorrere le aree interessate dal disastro catturando il primo set di immagini che ora consentono di ricostruire una riproduzione tridimensionale della zona. 44.000 i chilometri attraverso 28 città, è la distanza che le auto-spia di Google hanno percorso, senza ancora riuscire a passare al pettine i punti più caldi di Fukushima, per via delle radiazioni. Il risultato è allo stesso tempo interessante e agghiacciante.

Le immagini più forti sono quelle riprese nell’area di Oganawa, nel distretto di Oshika. Dove nemmeno un anno fa si ergevano gli edifici di un centro produttivo e abitato, ora si allarga un tappeto di macerie, costellato qua e là dagli scheletri delle costruzioni più resistenti.

Un tour virtuale attraverso Street View illustra chiaramente come questi disastri naturali hanno trasformato le comunitàspiega Kei Kawai, senior project manager di Street View “Se provi a partire dall’entroterra e ti muovi verso la costa, vedrai l’idilliaca campagna cambiare radicalmente, con l’addensarsi di montagne di detriti man mano che ti avvicini all’oceano”.

L’obiettivo principale del progetto Mirai e no kioku (“Memories for the future”in giapponese) è quello di creare un archivio visivo del disastro, che possa tornare utile a quegli studiosi che intendano in futuro studiare da vicino gli effetti del disastro. “Avere a disposizione le immagini stradali delle aree colpite consente di guardare in prospettiva la situazione di queste comunità” continua Kawai “e garantisce che il ricordo del disastro si mantenga rilevante e tangibile a beneficio delle future generazioni.

Il progetto Memories for the future non si conclude però con questo set di panoramiche. Stando a Google, le sue auto continueranno a scandagliare le rovine della zona colpita anche nei prossimi mesi ed è possibile che fra qualche anno si potranno mettere a confronto tre diversi set temporali: prima, immediatamente dopo e a ricostruzione avvenuta.

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