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(LaPresse)
“Le donne che hanno subito un impianto di protesi al seno di tipo Pip sono invitate a discutere la loro situazione con il proprio chirurgo, o sono invitate ad informarsi presso la struttura nella quale hanno eseguito l’intervento circa il tipo di protesi che è stata utilizzata”. L’invito è stato lanciato oggi dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, sulla base del parere reso dal Consiglio Superiore di Sanità sulle protesi Pip a rischio, dopo che in Francia 30 mila donne sono state invitate a farsi sostituire la protesi.
Il ministro ha quindi rilevato che ”i centri che hanno eseguito impianti di protesi al seno utilizzando le protesi Pip sono richiesti di essere parte attiva nel contattare i pazienti che hanno subito tali impianti”. Il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) si farà carico degli interventi di espianto delle protesi al seno di tipo Pip ”laddove vi sia una indicazione clinico-medica specifica”.
Dal 2005 ad oggi sono stati segnalati in Italia 24 casi di rottura di protesi al seno di tipo Pip. L’analisi, ha spiegato il presidente del Consiglio superiore della sanità Enrico Garaci, è stata condotta sulla scorta della Banca dati Vigilanza dei dispositivi medici nel periodo 1° gennaio 2005 ad oggi. Nel parere del Css si segnala inoltre che, sempre nell’arco di tempo 2005-2011, si è verificato un caso di ”presenza di liquido citrino” per trasudazione di gel con protesi integre ed un caso di ”contrattura capsulare”.
Questo tipo di protesi è stata ritirata dal commercio in Italia dal 1° aprile 2010. Il Css, come evidenziato da Balduzzi, ha quindi sottolineato che ”non esistono prove di maggior rischio di cancerogenicità”, ma ‘’sono state evidenziate maggiori probabilità di rottura e di reazioni infiammatorie”. Da qui l’invito esplicitato nel parere del Css e lanciato dal ministro Balduzzi affinché le donne che hanno subito un impianto di protesi mammarie Pip discutano della loro situazione con il proprio chirurgo. Il parere del Css esplicita anche la richiesta che i centri dove sono stati eseguiti gli impianti con protesi Pip siano ”parte attiva nel richiamare le pazienti”.
Il ministro Balduzzi ha sottolineato come non vi siano prove scientifiche, al momento, di una cancerogenicità delle tali protesi.”Per l’Italia abbiamo stime che si aggirano tra 4 mila e 4 mila e 300 impianti di protesi al seno di tipo Pip eseguiti”.
- Giovedì 22 Dicembre 2011
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Il 23 Dicembre 2011 alle 17:15 L’ultima frontiera delle truffe sanitarie? Le protesi del pene. Il caso della Asl di Locri | Vivi Capena ha scritto:
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