Consumi di frutta e verdura: Italia tra i pochi paesi virtuosi

Foto: Flickr

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La maggior parte dei cittadini europei è convinta di seguire una dieta sana e di mangiare frutta e verdura a sufficienza. La verità è però molto diversa e a portarla a galla è un rapporto dell’Eufic (Consiglio Europeo dell’Informazione sul cibo) che dimostra quanto gli abitanti del Vecchio Continente siano lontani dalle dosi raccomandate, con alcune piacevoli eccezioni.

Partendo dalla quantità giornaliera raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che è pari a 400 grammi di frutta e verdura, l’Eufic ha passato in rassegna i dati disponibili sui consumi reali nei vari paesi d’Europa (utilizzando come fonti l’Efsa, l’Oms e la Fao). Il calcolo non è semplice; spesso le cifre non sono confrontabili tra loro dal momento che perfino la definizione di frutta e verdura varia da un paese all’altro (alcuni per esempio includono nel novero le patate, mentre altri le escludono e lo stesso vale per i legumi).

A grandi linee però il quadro è il seguente: la media europea di consumo di verdure (considerando anche i legumi e la frutta secca) è pari a 220 grammi al giorno, mentre per la frutta è di 166 grammi al giorno, per un totale di 386 grammi al dì, quantità che rimane sotto la “dose” consigliata dall’Oms.

Vi sono notevoli differenze tra paesi, soprattutto tra Nord e Sud d’Europa. I paesi scandinavi sono quelli con il consumo minore, mentre in quelli mediterranei la frutta e la verdura sono ospiti fissi in tavola. Lo si deduce già dai dati della Fao che riguardano la domanda di vegetali. A quanto pare questa non ha fatto che crescere in Europa negli ultimi 40 anni, ma presenta differenze enormi tra paesi: in Finlandia la fornitura media di verdure (escluse patate e legumi) è pari a 195 grammi a persona al giorno, mentre in Grecia è quasi 4 volte tanto e raggiunge i 756 grammi.

Secondo le stime dell’Oms in più della metà dei paesi dell’area europea il consumo è inferiore ai 400 grammi al giorno raccomandati e in un terzo di essi non si superano neanche i 300 grammi. Secondo analisi dell’Efsa, basate su indagini svolte nei singoli paesi, la quantità ideale è raggiunta solo in 4 paesi su 16.

L’Italia come si colloca nel contesto europeo? Molto bene dal momento che, con i suoi 452 grammi di media giornaliera, è uno di quei 4 paesi che centrano l’obiettivo, preceduta dalla Polonia e seguita da Germania e Austria. Ma da questo gruppo di 16  mancano molti paesi dell’area mediterranea che potrebbero avere consumi simili. Il fanalino di coda della classifica è, forse prevedibilmente, l’Islanda, dove il consumo quotidiano pro-capite di frutta e verdura non raggiunge i 200 grammi.

Perché il consumo di vegetali nella maggior parte d’Europa è ancora al di sotto della quantità giornaliera raccomandata? I motivi sono molteplici: costo elevato, o percepito come elevato, scarsa istruzione (nelle fasce di popolazione più istruita il consumo è più alto), mancanza di buoni esempi in famiglia (i figli di genitori che mangiavano poca frutta e verdura tendono a riprodurre la stessa dieta una volta diventati adulti).

Contengono vitamine, minerali e fibre, nutrienti preziosi per la salute, ma allora quali sono i rischi di un consumo insufficiente di frutta e verdura? Ci ha pensato l’Oms a calcolare in che percentuale incide sul “peso globale della malattia”. Se a tabacco e alcol è riservata la fetta più grossa (rispettivamente 11,7 e 11,4 per cento), seguiti da pressione alta, sovrappeso e obesità, sedentarietà, e alti livelli di glucosio nel sangue, all’ottavo posto c’è proprio lo scarso consumo di frutta e verdura, responsabile per il 2,4 per cento delle malattie globali.

I vegetali riducono il rischio di disturbi cardiovascolari ma possono anche ridurre il rischio di alcuni tipi di tumore. Secondo l’Oms non consumarne abbastanza causa circa il 14 per cento delle morti dovute a tumori gastrointestinali, l’11 per cento dei decessi legati a ischemie cardiache e il 9 per cento di morti per ictus nel mondo.

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