
Paul Otellini, Ceo di Intel durante il suo keynote al Ces di Las Vegas
di Marco Morello, da Las Vegas
Le prestazioni dei più avanzati pc casalinghi anche sugli smartphone: foto a raffica, filmati in alta definizione senza traumi per la batteria, la cui autonomia, anzi, aumenterà notevolmente. E poi videogame tascabili degni di una console da salotto, sicurezza dei dati elevata all’ennesima potenza, strumenti versatili per la condivisione di tutta la propria vita di bit. È con queste promesse di potenza e affidabilità che Intel ha annunciato il suo ingresso nel mercato dei telefonini di nuova generazione, tassello che ancora mancava al colosso dei processori. A dirlo è stato Paul Otellini, il numero uno dell’azienda di Santa Clara, nel corso del suo tradizionale keynote qui al Ces di Las Vegas.
Otellini è partito da un dato fondamentale: «Sugli smartphone» ha spiegato «le chiamate rappresentano il 10% delle attività degli utenti. Tutto il resto è computing, per questo è fondamentale creare e garantire la migliore esperienza possibile. Ecco, il meglio del computing di Intel ora sbarca sui telefonini».
Non si tratta solo di parole o di concetti vaghi: sul palco è stato infatti mostrato il K800 della Lenovo, il primo prodotto con carrozzeria mobile Intel. Sistema operativo Android, sarà disponibile a partire dal secondo quadrimestre del 2012, in un primo momento solo in Cina, ovvero il più grande mercato al mondo nel settore delle comunicazioni mobili. Il K800, al di là del look accattivante, brilla per i numeri che promette, tra cui i 14 giorni di standby e le otto ore di chiamate continuative in modalità 3G prima che si scarichi. In più, rispetto ad altri dispositivi, l’autonomia è più sostanziosa pure quando lo si usa per ascoltare musica o riprodurre video in HD.
Un’altra partnership importante annunciata da Intel è quella con Motorola: i due brand collaboreranno insieme per sviluppare nuovi smartphone. Che dovranno essere belli, performanti e anche sicuri. «Non ha più senso parlare di malware, di virus, perché la maggior parte della nostra vita è on line» ha evidenziato Otellini. Così i telefonini con architettura Intel avranno a bordo di serie una versione mobile dell’antivirus McAfee, che l’azienda di processori ha acquisito all’incirca un anno e mezzo fa.
Non è finita. Durante il keynote non si è parlato solo di evoluzioni e migliorie di funzioni che tutto sommato sono presenti in prodotti già sul mercato. Tra le tante belle sorprese si è visto un ibrido tra computer portatile e tablet, con lo schermo touch che scorre sulla tastiera fino a nasconderla all’occorrenza: ecco, con strumenti del genere gli smartphone Intel potranno essere utilizzati anche per i pagamenti. Come? Semplicemente avvicinando il telefonino al display del portatile per confermare la propria identità. Oppure, per i giochi su computer, saranno loro, i telefonini, i controller: durante il keynote Intel ha mostrato come lo smartphone, grazie ai suoi accelerometri, possa emulare per esempio un elicottero da pilotare spostandolo nell’aria, seguendone la traiettoria sullo schermo del pc.
Dopo aver messo l’accento sugli ultrabook, i computer super-sottili lanciati in numero massiccio durante il Ces, Otellini ha voluto chiudere il suo discorso con un colpo a effetto: ha chiamato sul palco il direttore creativo di Intel, un certo Will.i.am, ovvero il cantante dei Black Eyed Peas, nonché uno dei produttori musicali più importanti a livello internazionale e pronto a uscire nei negozi con un album da solista.

Will.i.am, girerà dodici città diverse nel corso del 2012 (in Europa sarà in Inghilterra, non è ancora nota la data precisa), creando delle canzoni ad hoc sulla base degli stimoli che riceverà dagli artisti e dalla cultura locale. Lo farà armato di ultrabook: tra le tante funzioni che questo dispositivo può svolgere c’è senz’altro quella di fare da studio di registrazione portatile. «D’altronde la tecnologia ha cambiato il modo di fare musica. È un incredibile aiuto per la creatività e permette di condividere il proprio lavoro con chiunque e ovunque nel mondo» ha affermato l’artista.
Insomma anche il keynote di Intel conferma che la tendenza è trasferire in mobilità, in un altrove che è ovunque, quelle esperienze che prima erano ancorate a un luogo o a un punto di riferimento fisico. Che poi si passi da uno smartphone, una tavoletta o da un computer portatile - o ultraportatile - poco importa. Importa invece che le prestazioni di ciascuno di questi gadget siano all’altezza di tutti i compiti, sempre più complessi, che via via gli stiamo affidando. Se poi i dispositivi sono in grado di interagire tra loro e completarsi a vicenda, ancora meglio.
- Mercoledì 11 Gennaio 2012
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