Uno sciopero generale di internet, un giorno in cui tutti i siti più trafficati come Google, Facebook e Wikipedia siano del tutto irraggiungibili, e in cui sia impossibile navigare al di fuori della propria casella mail. Per quanto difficile da immaginare, è quello che potrebbe accadere il prossimo 23 gennaio, data che alcuni tra i nomi più potenti del web avrebbero scelto per opporsi al SOPA(Stop Online Piracy Act), la controversa proposta di legge ideata per arginare la pirateria in rete.
A ventilare questa massiccia protesta è Markham Erickson, direttore di NetCoalition, un’organizzazione che riunisce colossi come Google, Yahoo!, Facebook e Amazon nell’opposizione a SOPA. Il prossimo 24 gennaio la proposta di legge verrà discussa dal Senato americano e lo sciopero generale (chiamato anche nuclear option dai promotori) potrebbe essere l’ultima mossa per evitare che venga approvato.
Sostanzialmente, il SOPA è un progetto di legge che punta a introdurre misure severe contro la riproduzione e diffusione online di contenuti protetti da copyright, siano essi videoclip, canzoni, film, serie TV o videogiochi. Verrebbe da pensare che gli unici a farne le spese sarebbero gli utenti che ogni giorno scaricano o fruiscono in streaming tonnellate di contenuti protetti da diritto d’autore. Ma allora perché delle compagnie tanto potenti sono pronte a “scendere in piazza” per protestare? Perché pur di blindare in maniera stagna i diritti di proprietà intellettuale delle grandi compagnie discografiche e cinematografiche, la proposta di legge mette sul patibolo non solo chi copia e diffonde materiale piratato (si fa per dire, dato che è considerata pirateria anche questo videoin cui si sente in sottofondo una canzone di Prince), ma anche le piattaforme su cui questo materiale viene condiviso.
Questo significa che Google, Facebook e chiunque dia la possibilità ai propri utenti di pubblicare materiale online dovrebbe controllare nel dettaglio ogni singolo bit pubblicato alla ricerca di possibili infrazioni. In una parola: impossibile.
La conferma del blackout del 23 gennaio non è ancora arrivata, e a quanto pare su questa eventualità si sta ancora articolando una complicata discussione. Nel frattempo, però, mentre l’autore della proposta di legge fa il primo passo indietro, il portale Reddit ha annunciato l’intenzione di chiudere le saracinesce per 12 ore consecutive il prossimo 18 gennaio, e a quanto pare anche Wikipedia sarebbe pronto a unirsi alla protesta.
- Venerdì 13 Gennaio 2012
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Commenti
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Il 15 Gennaio 2012 alle 16:14 Perché la SOPA è un pericolo, anche per gli autori? | Jumper - Risorse e formazione per fotografi professionisti ha scritto:
[...] se davvero il 23 gennaio, come ipotizzato, si fermassero tutti i siti di ricerca online per lo sciopero indetto a dimostrazione di quanto folle è la SOPA? Google, Amazon, Yahoo, Facebook di colpo non raggiunbili… pensate a quello che potrebbe [...]
Il 15 Gennaio 2012 alle 20:18 SOPA? NO GRAZIE! | la cultura vivente ha scritto:
[...] recentemente assunta dalla Casa Bianca e l’annuncio della preparazione di un prossimo sciopero generale della rete entro gennaio. Condividi su Facebook This entry was posted in IL [...]
Il 17 Gennaio 2012 alle 19:30 Internet blackout : oscurare per protesta! | Lega Nerd ha scritto:
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Il 18 Gennaio 2012 alle 22:49 Non solo Wikipedia: anche il resto del Web protesta contro SOPA (e PIPA) | Vivi Fiano Romano ha scritto:
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Il 18 Gennaio 2012 alle 23:02 Non solo Wikipedia: anche il resto del Web protesta contro SOPA (e PIPA) | Vivi Capena ha scritto:
[...] c’è solo Wikipedia a protestare contro SOPA, la proposta di legge che punta a introdurre misure severe contro la riproduzione e diffusione [...]
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