
Marea nera in Nuova Zelanda (AP Photo/Natacha Pisarenko)
In futuro contro il petrolio riversato nei mari potrebbero essere usati dei saponi magnetici: un primo prototipo è stato realizzato dall’Università di Bristol, che ha descritto la ricerca su Angewandte Chemie. I comuni detergenti sono formati da molecole lunghe che hanno un’estremità idrofoba, che lega le molecole di grasso, e l’altra idrofila, che permette quindi all’acqua di eliminare le tracce di sapone. I ricercatori hanno prodotto il sapone magnetico dissolvendo il ferro in una serie di composti ionici di cloro e bromo molto simili a quelli utilizzati nei dentifrici o nei detergenti industriali, e l’aggiunta del metallo ha creato delle nanostrutture di ferro circondate da particelle di sapone. Per testarne le proprietà, che sono poi state confermate dalle analisi con lo scattering di neutroni, il detergente è stato testato in una provetta, dove è riuscito a “migrare” spinto solo dalla forza di un magnete.
“Le potenziali applicazioni sono molte” scrivono gli autori dello studio “la loro risposta agli stimoli esterni permette di regolare una serie di proprietà, dalla conducibilità elettrica alle dimensioni degli aggregati che formano alla velocità di scioglimento in acqua. Inoltre il fatto che possono essere rimossi facilmente con un magnete li rende ideali per ripulire l’ambiente”.
- Mercoledì 25 Gennaio 2012
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