- Tags: Jean-Claude Mas, protesi Pip, salute
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Jean-Claude Mas, fondatore dell'azienda che produceva protesi Pip (Epa/Interpol/Ansa)
Il fondatore della società francese di protesi mammarie Pip, Jean-Claude Mas, al centro dello scandalo sanitario che sta scuotendo il mondo, è stato arrestato stamattina nel sud della Francia e si trova attualmente in stato di fermo. Sono tra le 400 mila e le 500 mila le donne in tutto il mondo alle quali sono state impiantate protesi fabbricate dalla Pip con silicone che non sarebbe stato destinato ad uso medico. Secondo le autorità sanitarie, chi ha una protesi della Pip corre rischi più alti della media di fughe di silicone e di rottura dell’involucro. L’arresto di Mas è stato deciso dalla procura di Marsiglia, che a dicembre aveva aperto un’inchiesta. La ditta fondata da Mas è in fallimento dal 2010 ed ha ormai ammesso di aver fabbricato il gel di silicone non omologato, pur se respinge ogni ipotesi di pericolo per la salute (leggi qui il parere di un chirurgo italiano).
”Sapevo che il gel non era omologato” aveva dichiarato Mas lo scorso ottobre ai gendarmi che lo interrogavano “ma l’ho fatto espressamente perché il Pip era meno caro e di migliore qualità”. In Francia sono esplose polemiche nei mesi scorsi per 20 casi di cancro, di cui 16 al seno, denunciati da altrettante portatrici di impianti Pip (Poly Implant Prothese), ma non è al momento stato accertato alcun legame di causa-effetto. Le autorità sanitarie francesi hanno comunque raccomandato alle 30 mila donne interessate di farsi asportare le protesi e anche in Italia il Servizio Sanitario provvede a sostituire gli impianti.
- Giovedì 26 Gennaio 2012
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Commenti
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Il 28 Gennaio 2012 alle 17:22 fabiopancrazi ha scritto:
Dispositivi medici: troppe anomalie.
Impianti mammari Pip, filler antirughe pericolosi, protesi dell’anca “richiamate”, ecc. Nel mondo dei “dispositivi medici”, specie italiani, manca la sorveglianza. Anche in tutta Europa se è vero che l’Organismo Notificato avvertiva la ditta Pip del “controllo” dieci giorni prima! Negli States la FDA approva medicinali, dispositivi medici e alimenti dietro una verifica su basi scientifiche. Da noi c’è l’AIFA per i medicinali e l’EFSA (a livello europeo) per gli alimenti. Le registrazioni presso il Ministero della Salute come “dispositivi medici” stanno diventando il refugium peccatorum anche per molti prodotti erboristici che già organismi di “controllo” italiani certificano da agricoltura biologica pur arrivando le erbe dalla Cina. La mia opinione è che la diffusione di registrazioni come “dispositivo medico” diventi a breve lo stratagemma di mercato per abbinare il termine “medico” e non “alimentare” (integratore) anche a prodotti di derivazione erboristica, senza dover necessariamente dimostrarne a priori l’efficacia secondo criteri medico-farmaceutici: un ‘sistemino’ per aggirare i problemi legati all’iter di registrazione di un farmaco e al giro di vite che subiranno da parte dell’EFSA gli integratori alimentari. Almeno un paio di sciroppi contro la tosse risultano registrati come “dispositivo medico CE”: i farmaci contro la tosse non agiscono scendendo in gola, devono agire a livello dell’APPARATO RESPIRATORIO (vie aeree, polmoni). Uno SCIROPPO CONTRO LA TOSSE (USO ORALE) viene deglutito: il SISTEMA DIGERENTE di ogni essere vivente ha il compito di introdurre, digerire ed assorbire i principi nutritivi contenuti negli alimenti eliminando i residui non digeribili al metabolismo sotto forma di feci. Uno sciroppo contro la tosse non può essere considerato un dispositivo medico (art. 1 D.Lgs. 46/97).
Il 10 Febbraio 2012 alle 13:09 - Vivi Capena ha scritto:
[...] al cobalto. Dopo quelle al seno cancerogene prodotte dalla ditta francese Pip ecco spuntare le protesi d’anca tossiche DePuy. Interamente realizzate in metallo, le [...]
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