
Banca di cellule staminali cerebrali (© Roberto Monaldo / LaPresse)
di Chiara Palmerini
Ricercatori della Stanford University sono riusciti a convertire cellule della pelle in cellule cerebrali saltando il passaggio intermedio finora necessario, quello della conversione in staminali pluripotenti. «La prospettiva» commenta Gianvito Martino, direttore della divisione di neuroscienze dell’ospedale San Raffaele di Milano, che giudica il lavoro molto interessante «è avere una sorgente praticamente infinita di cellule neurali da utilizzare nei trapianti».
Nell’esperimento, fatto sui topi, e i cui risultati sono stati pubblicati su Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences), Marius Wernig e i suoi colleghi di Stanford sono riusciti a riprogrammare cellule della pelle in modo da generare cellule precursori dei neuroni.
Uno dei grossi ostacoli che la medicina rigenerativa con le staminali deve superare è la fonte da cui ricavare queste cellule che, in teoria, potrebbero riparare ogni tipo di tessuto e organo danneggiato. Le linee cellulari ricavati da embrioni devono fare i conti con obiezioni di tipo etico oltre al fatto che, essendo estranee al corpo del paziente, renderebbero necessario l’uso di farmaci antirigetto.
Una linea di ricerca giudicata oggi promettente è quella che cerca di utilizzare le cosiddette cellule staminali pluripotenti indotte, cioè cellule adulte riprogrammate per riguadagnare, come quelle embrionali, la capacità di trasformarsi in ogni altro tipo di tessuto. In questo caso, le cellule di partenza potrebbero essere prese dal paziente stesso, evitando il rigetto. Il problema è che però queste cellule, su cui si concentra oggi la ricerca, tendono a causare tumori, e quindi non possono ancora essere usate nella sperimentazione clinica.
Il passo avanti del nuovo studio è che si otterrebbero le cellule cerebrali direttamente a partire dalla pelle, evitando lo stadio di staminalità in cui è maggiore il rischio che possano generare tumori. Già l’anno scorso gli stessi ricercatori e un altro gruppo in Svezia avevano ottenuto un risultato simile, ricavando però dalle cellule della pelle neuroni maturi: cellule utili ma poco versatili perché già differenziate. Più utile dal punto di vista della ricerca clinica sarebbe invece ottenere cellule non ancora del tutto differenziate. Proprio quello che i ricercatori sono appena riusciti a fare, generando precursori dei neuroni che sono state in grado di dar vita a tre tipi di cellule del sistema nervoso: neuroni, astrociti e oligodendrociti.
«Queste cellule sono molto più interessanti perché, una volta trapiantate, possono differenziarsi nel tipo di neurone necessario per riparare un ipotetico danno» spiega Martino. Il vantaggio è anche che, una volta generate, possono essere prodotte in grandi quantità in laboratorio.
Nelle poche sperimentazioni in corso su malattie neurali, ricorda ancora Martino, la sindrome di Batten (una rara malattia degenerative di orgine genetica), alcune malattie congenite della mielina e i traumi spinali, si usano infatti proprio precursori dei neuroni ma ricavati da feti abortiti.
- Martedì 31 Gennaio 2012
Fotofocus: l‘amore per la fotografia diventa un‘esperienza imperdibile


Tutto sul nuovissimo iPad 3
SCOTT-AMUNDSEN, UNA SFIDA D’ALTRI TEMPI
LE RISPOSTE DELLA PSICOLOGIA POSITIVA
STORIE DI ANIMALI
Fotocamere digitali: le nostre prove








Obesi: siamo sempre di più
Videogiochi: le news!

Animali: le foto più belle
Scienza: le buone notizie del 2011
Le foto più belle ogni settimana
Un anno di... Smartphone, videogiochi, social network...
Addio a Steve Jobs, lo speciale di Panorama.it
IL MEGLIO DEL 2011





Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.